Verso la Giornata del malato: preghiera di ringraziamento per medici e infermieri

Il 10 febbraio in tutte le cappellanie un momento di adorazione eucaristica contemporanea, promosso dall’Ufficio Cei per la pastorale della salute

Alla vigilia della Giornata del malato, che si celebra domani, 11 febbraio, è in programma per questo pomeriggio, dalle 16 alle 17, un momento di adorazione eucaristica che vedrà unite nella preghiera tutte le cappellanie ospedaliere d’Italia, per ringraziare Dio del dono dei medici, degli infermieri e di tutti coloro che quotidianamente si dedicano con professionalità, dedizione, grande umanità alla cura di ogni persona malata. Un appuntamento promosso dall’Ufficio Cei per la pastorale della salute, dedicato al tema “Invece un samaritano. Preghiera di ringraziamento a Dio per i curanti”, che potrà essere seguito sul canale Youtube o sulla pagina Facebook della Cei.

L’idea, spiega all’Agenzia Sir il direttore dell’Ufficio don Massimo Angelelli, è quella di «una preghiera collettiva che salirà dalle cappellanie ospedaliere per dire grazie a medici, infermieri e operatori che soprattutto in questo tempo di Covid hanno portato e continuano a portare carichi molto pesanti, hanno affrontato e continuano ad affrontare situazioni di grande stress emotivo, psicologico e spirituale e forse non sempre questo è stato loro riconosciuto. I nostri cappellani che lavorano fianco a fianco nelle strutture ci dicono ogni giorno qual è il loro grado di fatica».

Il sacerdote ricorda le parole del Papa, che nel suo messaggio per questa XXIX Giornata li definisce «schiera silenziosa di uomini e donne che hanno scelto di guardare i volti dei malati e farsi carico delle loro ferite». Professionisti, prosegue Angelelli, che «non vanno in televisione a fare grandi discorsi ma si mettono al servizio dell’umanità sofferente per curarla nel silenzio. Noi cappellani li conosciamo e incontriamo ogni giorno: gente che con grande semplicità si prende cura degli altri e salva vite. Con la preghiera di oggi – ancora le parole del sacerdote – vogliamo ringraziare Dio per il dono dei curanti e dire a questi ultimi: grazie per quello che fate e per come lo fate».

10 febbraio 2021