Verso le elezioni europee: il decalogo di Retinopera

Il documento presentato a Roma. L’obiettivo: dare concretezza a principi e contenuti della dottrina sociale della Chiesa. Il primo punto: «Un’Europa per la pace»

In vista delle elezioni per il Parlamento europeo, dal 6 al 9 giugno in tutti gli Stati membri Ue, Retinopera propone un decalogo finalizzato a dare concretezza a principi e contenuti della dottrina sociale della Chiesa. Alla base, la consapevolezza che «le radici cristiane rimangono il fondamento d’Europa e il chiaro riferimento al fine di superare le criticità che vanno storicizzandosi come il contrasto tra i benefici ottenuti (materiali, sociali, ecologici e politici) e le forme di esclusione presenti (povertà, disuguaglianza, perdita di fiducia)», spiegano.

Il documento è stato presentato ieri mattina, 27 maggio, a Roma, nello spazio Esperienza Europa – David Sassoli, da Sonia Collicelli e Giafranco Cattai di Retinopera. A partire dal primo punto:  «Un’Europa per la pace». Per le associazioni aderenti a Retinopera, si tratta di una priorità, da perseguire operando contro la guerra, prendendo in esame la Campagna ministero della Pace, che fa riferimento alla proposta europea del commissario per la pace, bloccatasi nella fase iniziale.

Il secondo punto: «Un’Europa dei diritti umani», che potrebbe ispirarsi al progetto “L’Italia sono anch’io”, la campagna promossa da 22 associazioni per riportare il tema della cittadinanza all’attenzione dell’opinione pubblica e al centro del dibattito politico. A seguire, «Un’Europa solidale e accogliente», tema che riguarda i Corridoi umanitari già conosciuti ma anche i Corridoi lavorativi – promossi sempre da Sant’Egidio – e la Campagna 070 con capofila Focsiv, Aoi, Cini e Link 2007, con il patrocinio di Asvis, Caritas italiana, Forum nazionale del terzo settore e Missio. «Un’Europa della cultura» è il quarto punto, che fa riferimento, tra l’altro, al progetto “Questo è il mio corpo” della Comunità Giovanni XXIII contro la tratta delle donne. Ancora, «Un’Europa del lavoro per tutti»,  che disegni nuovi modelli economici, come spiegato nel Manifesto di Assisi “Un’economia a misura d’uomo”.

Il punto numero 6 è dedicato a «Un’Europa democratica e partecipativa», con l’intenzione di far capire quanto sarebbe importante una partecipazione più attiva del mondo dell’associazionismo, per il quale si auspica maggiore ascolto da parte del Parlamento europeo, come nel volume scritto a più mani “Piano B. Uno spartito per rigenerare l’Italia”. «Un’Europa per la natalità» è il settimo punto del decalogo, che ha l’obiettivo di affrontare la situazione allarmante presentata dall’Ucid che, entro il 2030, prevede 1,5 milioni di lavoratori in meno e quindi il collasso del sistema pensionistico.

Si prosegue con «Un’Europa dello sviluppo sostenibile», per chiedere maggiori investimenti per quanto riguarda il green deal, restato troppo indietro per Retinopera, che propone come progetto virtuoso “Abbiamo riso per una cosa seria” promosso da Coldiretti e Focsiv. Quindi, «Un’Europa del Terzo settore e dell’associazionismo», il punto 9, che evidenzia come l’Italia sia il Paese con il patrimonio più alto in questo senso, esempio quindi di gratuità per favorire lo sviluppo di reti, aggregazioni e cooperazioni tra associazioni, enti ed espressioni della società civile. L’ultimo punto del decalogo infine, «Un’Europa per il bene comune», pone l’attenzione sull’operato di tutte le realtà di Retinopera, per fare cultura su uno stile di vita dai valori altruistici e inclusivi.

28 maggio 2024