«Vi racconto Pinocchio». Top secret sui progetti

Parla Federico Ielapi, 10 anni, romano, protagonista del film di Garrone. Nessuna statuetta agli Oscar «ma per me è stato importante fare parte di questo gruppo»

I bambini nel cinema italiano. Una storia fatta di tante emozioni e molte vicende differenti, drammatiche, brillanti, divertenti, sempre sul filo di un punto di vista partito dalla loro prospettiva unica e pulita, irripetibile: da Luciano De Ambrosis/Prico’ ne I bambini ci guardano di Vittorio De Sica (1943) a Tina Apicella/Maria in Bellissima di Luchino Visconti (1951), da Edoardo Nevola/Giulio ne L’uomo di paglia di Pietro Germi (1957) a Salvatore Cascio/ Salvatore in Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Oggi, a confermare una tradizione di valore assoluto, ecco Federico Ielapi, protagonista di Pinocchio realizzato nel 2019 da Matteo Garrone. Abbiamo incontrato Federico per sentire le impressioni sul lavoro svolto sul set.

Federico, vuoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao a tutti, sono Federico Ielapi, sono nato a Roma, ho 10 anni e sono molto felice di fare questa intervista.

Prima di Pinocchio in quali altri film hai lavorato?
Ho iniziato con Quo vado (2016), poi Don Matteo, la serie TV con Terence Hill (2018), poi Brave ragazze (2019), Moschettieri del Re – La penultima missione (2018), Maledetta primavera (2020), Tutti x1-1 per tutti (2020).

Come è stato il tuo primo impatto con la troupe, con il regista, con gli altri attori? Quali consigli hai ricevuto da Matteo Garrone?
È stato bellissimo perché erano comunque tutti dei perfezionisti, simpatici, mi sono molto divertito e abbiamo subito legato. I consigli più importanti che mi ha dato Garrone sono stati di essere sempre me stesso e che, se fossi stato in difficoltà con una battuta, avrei potuto sempre cambiarla quando volevo. Questo l’ho apprezzato, mi è tornato molto utile in seguito.

Interpretare Pinocchio, cioè un personaggio che è già nella mente di tanti bambini, è stato per te un vantaggio? Che conoscenza avevi della fiaba di Collodi e come ti sei sentito con a fianco un attore esuberante come Roberto Benigni?
Non è stato un vantaggio proprio perché era una storia già conosciuta. Io avevo una conoscenza molto grande della fiaba di Collodi, mio padre e mia madre me la leggevano sempre la sera prima di andare a dormire e mi piaceva tanto. Con Benigni ero molto emozionato all’inizio ma poi sul set siamo abbiamo fatto amicizia subito, lui era molto simpatico, mi faceva tanto ridere.

“Pinocchio” è una favola conosciuta in tutto il mondo e più volta portata in immagini. Ritieni che il film potrebbe essere proposto nella tua scuola per i tuoi amici e compagni di classe?
Questa è proprio una bella domanda, perché devo dire che il film è già stato portato nella mia scuola, e proiettato in inglese. Lo ha proposto proprio Garrone per vedere come i miei compagni lo accoglievano, se piaceva loro e se c’era da cambiare qualcosa.

“Pinocchio” è arrivato ai Premi Oscar anche se non ha vinto nessuna statuetta. Come affronti ora questa avventura con il cinema?
Speravo che il film di Garrone vincesse qualche premio, ma in ogni caso per me è stato importante lavorarci e fare parte di questo bellissimo gruppo. Per il momento, il cinema è per me insieme un divertimento e anche un impegno al quale vorrei dedicarmi anche in futuro, da grande.

Stai lavorando a un nuovo film?
Un film lo sto facendo, a un altro ci sto lavorando, ma tutto è per il momento top secret.

Come concludere da parte nostra? È sempre bello accostare il tono semplice, sereno, sincero di Federico, il nostro Pinocchio del terzo millennio. Anche se il film non ha vinto agli Oscar quello di Garrone resta un titolo profondo, intenso, la conferma che una fiaba è in grado di parlare ad ogni tipo di pubblico, a piccoli e grandi. Riguardo ai programmi, possiamo dire che stiamo vedendo Federico tra i protagonisti, dal 3 maggio, di Chiamami ancora amore, una fiction in tre puntate in onda su Rai1, dove Federico è Pietro, il figlio della protagonista Greta Scarano.

12 maggio 2021