Vocazioni, il contagio di una vita «bella»

Rimandata a data da destinare l’ordinazione di 5 presbiteri per la Chiesa di Roma, che avrebbe dovuto svolgersi nella domenica del Buon Pastore

Quest’anno neanche la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni è riuscita a sfuggire alle conseguenze dell’epidemia. Infatti, in questa domenica del Buon Pastore, il 3 maggio, Papa Francesco avrebbe dovuto ordinare cinque nuovi presbiteri per la Chiesa di Roma ma ovviamente la celebrazione è stata spostata a data da destinare. Quattro sono del Seminario Romano e di loro posso parlare conoscendoli bene! Tutti hanno fatto la scelta di andare a vivere in parrocchia quando il governo ha imposto i blocchi per limitare il contagio e stanno così vivendo questi giorni in mezzo alla gente, condividendo da un lato il “confinamento” in casa e le catechesi e celebrazioni via internet, dall’altro il contatto con chi bussa alla porta per parlare o (più spesso) per chiedere un aiuto economico o alimentare per andare avanti.

Tutti hanno mostrato di essere fortemente radicati nel presente, nell’oggi, e di voler vivere questo tempo con intensità rinunciando (per forza di cose) a domandarsi: “ma quando sarò ordinato presbitero?”. Li ho sentiti molto contenti del rapporto con gli altri preti, del servizio che fanno con un cuore di buon pastore, del vivere confidando nella Provvidenza e dicendosi che davvero a ogni giorno basta il suo affanno. Mi hanno dato una bella testimonianza e sono certo che ne stanno dando una altrettanto bella alla loro gente.

Pensando a loro mi vengono in mente le parole di san Pietro: «Tenete una condotta esemplare fra i pagani perché, mentre vi calunniano come malfattori, al vedere le vostre buone opere diano gloria a Dio nel giorno della sua visita» (1 Pt 2,12). Se poi sostituiamo a “buone” la parola “belle”, come il greco consente di fare, emerge che una vita bella è la vera testimonianza che siamo chiamati a dare al mondo, è la testimonianza che questi diaconi stanno dando alla Chiesa di Roma ed è sicuramente la “pastorale vocazionale” più efficace.

Nel bellissimo (almeno per me) libretto “La vita del piccolo San Placido”, si racconta della cugina del protagonista: «Flavia però, rimase fortemente colpita dalla santità che irradiava dal Piccolo Placido. Infiammata dal contagio dell’Amore divino, prese il velo dalle mani della Signora Abbadessa Santa Scolastica». Di questi tempi la parola “contagio” mette paura ma la vera pastorale vocazionale sta nel contagio del quale è rimasta vittima Flavia. E il contagio dovrebbe nascere dalla bellezza della vita di noi cristiani, che purtroppo tante volte non riusciamo a manifestare come ci dice Papa Francesco: «Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente» (GE 1).

A una vita inconsistente e mediocre si deve opporre una vita fondata su quattro parole: gratitudine, coraggio, fatica, lode. Ce le indica sempre il Papa nel messaggio scritto quest’anno per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, commentando Mt 14,22-33 (Gesù che cammina sull’acqua e Pietro che cammina con Lui). Papa Francesco dice che la gratitudine è il sentimento che percepisce in Pietro e negli altri apostoli perché il Signore li salva calmando il mare e impedendo a Pietro di affondare. Dalla paura poi gli apostoli passano allo stupore, alla gratitudine. Poi la parola coraggio, che usa lo stesso Gesù. Infine la fatica: quando il Signore chiama poi ti fa “camminare sull’acqua”…non è roba da poco! «Chi vuol essere mio discepolo rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua ». Ma non si è mai soli perché Lui è con te…ecco che parte la lode.

Queste quattro parole ci spiegano la vita cristiana, il suo segreto e la sua bellezza. Ogni battezzato è chiamato a viverle e a scoprire nella sua esistenza, grazie alla bellezza della testimonianza di chi incontra, qual è la sua chiamata e a sua volta continuare un contagio che (almeno per questo si può desiderare che sia così) non smetta mai! (Gabriele Faraghini, rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore)

4 maggio 2020