L’astronauta Cristoforetti risponde ai piccoli delle elementari
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L’astronauta Cristoforetti risponde ai piccoli delle elementari

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Collegamento via radio attraverso lo spazio con gli alunni di tre scuole: Santa Teresa del Bambino Geesù, Pio IX e Istituto Salesiano Villa Sora. I ragazzi, emozionati e curiosi: «A che velocità si viaggia per raggiungere la Stazione spaziale internazionale?»

Un collegamento tra Roma e lo spazio: è avvenuto oggi, venerdì 9 gennaio, tra gli alunni di tre scuole e Samantha Cristoforetti, l’astronauta, prima donna italiana, lanciata in orbita sulla navicella Sojuz lo scorso novembre per raggiungere la Stazione spaziale internazionale. Grazie al supporto di un gruppo di radioamatori è stato possibile installare una stazione radio all’interno degli istituti, la scuola elementare Santa Teresa del Bambino Gesù e la scuola Pontificia Pio IX di Roma, insieme all’Istituto Salesiano Villa Sora di Frascati, e realizzare così un collegamento di circa 10 minuti con la nostra astronauta che ha risposto alle domande dei ragazzi, emozionati e molto incuriositi dall’idea di parlare con qualcuno che “vive” nello spazio.

Gli alunni delle scuole si sono alternati con le domande, il tempo è stato poco, è quanto trascorre tra l’alba e il tramonto per la stazione spaziale, e il collegamento non sempre ha permesso di sentire bene le risposte dallo spazio. Adriano ha chiesto a quanti km orari si viaggia per raggiungere la stazione spaziale internazionale: «A circa 28mila km all’ora – ha risposto la Cristoforetti – ma quando ci lanciamo siamo un pochino più veloci perché dobbiamo raggiungere la stessa orbita in cui si trova la Stazione». Simone invece ha voluto sapere come avviene la decelerazione durante il rientro: «Utilizziamo l’atmosfera. Si apre uno scudo termico che assorbe il calore che si sviluppa, scudo rivolto nella direzione di velocità, e utilizziamo l’attrito dell’atmosfera per frenare».

Il collegamento si è reso possibile grazie ai volontari dell’Ariss (Amateur Radio on International Space Station), un gruppo internazionale di radioamatori – in Italia se ne contano più di 20mila -, che per passione si dedica a sviluppare e realizzare equipaggiamenti e attività a bordo delle stazioni spaziali. «Collaboriamo con Nasa, Esa e tutti gli altri organismi spaziali – spiega Stefano Sinagra, radioamatore – perché nel programma della stazione spaziale degli astronauti è prevista una serie d’incontri a distanza con gli studenti per stimolare l’interesse nelle materie scientifiche». Collegamenti che sono programmati con anni di anticipo e fanno parte dell’addestramento degli astronauti che imparano ad utilizzare la stazione radio. «Ogni astronauta nel suo addestramento, che dura circa un paio di anni, impara ad utilizzare la radio e secondo un calendario predefinito, che viene poi “aggiustato” in base gli impegni a bordo, il collegamento è confermato solo qualche giorno prima alle scuole».

Agli alunni, nei mesi precedenti il collegamento, sono fatte delle lezioni ad hoc sullo spazio e sul lavoro degli astronauti. «In realtà, quello di oggi non è altro che l’atto conclusivo di un percorso di formazione che mira a stimolare l’interesse dei ragazzi per un argomento che ha sempre affascinato – ammette Marcelo Teruen, coordinatore dell’Ariss – e si rende così concreto e decisamente più interessante».

9 gennaio 2015