A Casa di Andrea scuola a domicilio per i piccoli malati

Presentato il progetto che permetterà ai bambini accolti dall’associazione Andrea Tudisco di usufruire di un servizio di istruzione domiciliare

Presentato il progetto che permetterà ai bambini accolti dall’associazione Andrea Tudisco di usufruire di un servizio di istruzione domiciliare

Sono tre piccoli di 6, 10 e 12 anni i “pionieri” del progetto “La scuola alla Casa di Andrea”, nato per permettere ai bambini in età scolare ospiti delle strutture di accoglienza dell’Associazione Andrea Tudisco onlus di usufruire di un servizio di istruzione domiciliare, proseguendo il programma didattico previsto per la loro età e per la loro classe di riferimento. La scuola a casa, appunto. A renderlo possibile, il contributo dell’Istituto comprensivo “Via Bravetta”, che metterà a disposizione i propri insegnanti per garantire il diritto allo studio dei piccoli ospiti della struttura, temporaneamente lontani da casa per sottoporsi a cure mediche di lunga durata e, quindi, impossibilitati a frequentare istituti pubblici.

«Adoperarsi per garantire il diritto allo studio ai piccoli ospiti della Casa di Andrea è una scelta di rilevante importanza che dà un prezioso contributo a migliorare il percorso di degenza di questi bambini», ha detto presentando il progetto, questa mattina, martedì 3 febbraio, l’assessore alla Scuola di Roma Capitale Paolo Masini. Con lui anche la presidente dell’Associazione Andrea Tudisco Fiorella Tosoni. «Pensare di ricostruire attorno a loro, oltre ad un ambiente confortevole che ricalchi quello familiare, anche quello di una scuola – ha proseguito Masini -, significa sostenerli, aiutarli a superare le difficoltà presenti e a porre le basi per un futuro migliore, evitando che la malattia possa condizionare la loro crescita da tutti i punti di vista».

«Finalmente – gli ha fatto eco la presidente dell’associazione – siamo in grado di garantire ai nostri bambini, oltre al diritto alla cura anche il diritto allo studio, offrendo loro, oltre all’accoglienza e alla continuità delle relazioni familiari, anche la possibilità di studiare e di non perdere l’anno scolastico». Quindi Tosoni ha rivendicato con orgoglio « il virtuosismo del nostro protocollo di intervento che garantisce al bambino con gravi patologie, e alla sua famiglia, un supporto a 360 gradi». Nella scia di un impegno che dura da 18 anni, fatto di accoglienza e tutela del diritto alla salute dei bambini che arrivano a Roma per ricevere assistenza per patologie di lunga degenza.

3 marzo 2015