A Santa Maria della Fiducia è nata la “Casa della misericordia”

Inaugurata dal vescovo Marciante, la struttura, «opera del Giubileo», ospita mensa solidale e servizio medico. Si distribuiscono viveri e indumenti

Inaugurata dal vescovo Marciante, la struttura, «un’opera del Giubileo», ospita una mensa solidale e un servizio medico. Si distribuiscono anche viveri e indumenti

«Che bello sarebbe se, come un ricordo, diciamo, un “monumento” di quest’Anno della Misericordia, ci fosse in ogni diocesi un’opera strutturale di misericordia». Questo l’invito rivolto da Papa Francesco ai presbiteri durante la veglia giubilare per la festa della Divina Misericordia, il 2 aprile scorso. E poche settimane fa un’opera del Giubileo è nata fa su iniziativa della XVII prefettura, che comprende 12 parrocchie del quadrante est, all’estrema periferia della Capitale, tra Giardinetti e Pantano. Si tratta della “Casa della Misericordia”, inaugurata il 27 ottobre dal vescovo ausiliare per il settore Est Giuseppe Marciante. Si trova in via Casilina 1799/M e rientra nel territorio di competenza della parrocchia di Santa Maria della Fiducia, guidata da don Gerardo Di Paolo.

La Casa è composta da ampi locali che la parrocchia ha preso in affitto con la Cooperativa Santi Pietro e Paolo, che il pomeriggio svolge attività di accoglienza giovanile. I volontari, in realtà, sono all’opera già da luglio e, coadiuvati da don Gerardo e dal vice parroco don Luca Centurioni, offrono assistenza a quanti vivono situazioni d’indigenza, senza distinzione di nazionalità, religione, età. Il 40% sono italiani, il resto stranieri, tra cui la comunità più numerosa è quella rumena. Si distribuiscono viveri e indumenti ogni lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 11; ogni persona bisognosa può usufruirne 2 volte a settimana. Nelle stesse giornate, dalle 19 alle 21, per chi ha gravi difficoltà economiche è attiva la mensa solidale: ne beneficiano dalle 60 alle 80 persone, molte delle quali senza fissa dimora, ma anche intere famiglie. La sera prima della distribuzione, i volontari, un centinaio, fanno la colletta alimentare in panifici, supermercati, macellerie disponibili a donare le eccedenze che altrimenti andrebbero sprecate. «Purtroppo c’è ancora poca sensibilità da parte dei supermercati, in particolar modo delle piccole attività commerciali, a cedere qualcosa ai poveri – afferma don Luca -. In tanti non capiscono quanto sia bello fare qualcosa per gli altri e non conoscono la legge, non sanno che avrebbero diritto a sgravi fiscali».

Per essere accolti nella “Casa della Misericordia” bisogna essere muniti di una tessera di partecipazione ottenibile dopo un colloquio con il responsabile della parrocchia di appartenenza. Viene obliterata a ogni accesso e ha validità semestrale ma può essere sempre rinnovata. «Dal 1° agosto abbiamo compilato 760 tessere – spiega il viceparroco -. Le famiglie sono composte mediamente da 4 persone. Non poche, soprattutto quelle straniere, composte anche da 7 persone». La fila dietro i cancelli della “Casa della Misericordia” è lunga già alle 8 del mattino. Uomini e donne, tante con bimbi piccoli nel passeggino, provenienti da diversi quartieri, anche al di fuori della XVII prefettura. «Le porte non si chiudono a nessuno – aggiunge don Luca -. Questo è il quadrante più povero di Roma. Gli abitanti sono 550mila, il 30% vive al di sotto della soglia di povertà». Disponibile anche un servizio medico con visite gratuite e distribuzione di farmaci dietro presentazione di ricetta.

21 novembre 2016