“A scuola di tifo” con i calciatori della Roma

Avviato il progetto per i piccoli di elementari e medie promosso da Campidoglio, società giallorossa e Roma Cares, per educare a rispetto e tolleranza

Avviato il progetto per i piccoli degli istituti primari e secondari di primo grado promosso dal Campidoglio con la società giallorossa e Roma Cares per educare a rispetto e tolleranza

Sono stati Castan e Paredes i protagonisti del primo giorno di scuola, il 27 gennaio. In programma, lezioni di “tifo”, incentrate sui valori dello sport. È iniziato così il progetto “A scuola di tifo”, promossa da AS Roma, Roma Cares e Roma Capitale e rivolto ai piccoli degli istituti primari e secondari di primo grado. L’obiettivo: educare i tifosi del domani al rispetto reciproco e alla tolleranza, «allo sport come veicolo di relazioni sociali e al tifo come momento di sana aggregazione». Perché «Il rispetto parte da qui», come recita lo slogan dell’iniziativa, che coinvolgerà circa 900 studenti suddivisi in 40 classi.

«Avvicinare i ragazzi all’attività sportiva ed educarli ai valori dello sport, della sana competizione e del rispetto reciproco sono obiettivi in cui crediamo molto», dichiara l’assessore capitolino allo Sport Paolo Masini. Specie in questo periodo in cui «la nostra società ha bisogno di modelli positivi, esempi da imitare, come sono questi campioni per le giovani generazioni». Vanno in questa direzione i laboratori didattici organizzati dall’associazione sportiva in collaborazione con G.e.c.o. Animation , nel corso dei quali gli alunni saranno stimolati a riflettere sull’importanza del fair play e dei comportamenti che devono animare la competizione sportiva. In sinergia, osserva Masini, «con quel percorso di valorizzazione dello sport di base, di impegno sociale e in ambito scolastico che come amministrazione di Roma Capitale stiamo mettendo in campo».

Per la Roma, commenta il Ceo della società giallorossa Italo Zanzi, «questa iniziativa rappresenta una grande opportunità di educare i giovani tifosi al rispetto verso il prossimo, sul campo, sugli spalti e nella vita di tutti i giorni». Come hanno fatto Castan e Paredes. «Un contrasto o un dribbling – hanno spiegano ai ragazzi – non varranno mai più di una stretta di mano».

29 gennaio 2015