A Torino il 72° suicidio in carcere del 2022

Il giovane era in custodia per il furto di un paio di cuffiette. Il Garante: «Attuare parte della riforma sulle pene alternative». Sindacato agenti: «Confronto immediato»

Si è consumato nel carcere Le Vallette, a Torino, il 72° suicidio in carcere del 2022. Nella giornata di venerdì 28 ottobre un giovane di nazionalità africana, 22 anni, si è tolto la vita dopo pochi giorni di reclusione. Il suo reato: il tentativo di furto di un paio di cuffiette. Dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Mauro Palma, «grave preoccupazione per gli eventi di suicidio che continuano a verificarsi nelle carceri italiane. Non è solo il numero delle vite interrotte a destare allarme, mai così alto, con 72 decessi per suicidio in dieci mesi, di cui due il 28 ottobre – chiarisce in una nota -, ma anche il fatto che questi eventi spesso riguardano persone ristrette per reati di lieve entità e quindi con pene brevi o brevissime. Persone spesso fragili sulle quali il carcere può avere un impatto ancora più duro».

Alla luce di questo, «il Garante nazionale ha salutato con particolare favore l’introduzione nella recente riforma della giustizia di sanzioni sostitutive alla detenzione in carcere per i reati minori. Riforma – si ricorda nella nota – la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 1° novembre: questo sarà il vero segnale che il mondo della detenzione, incluso chi in esso lavora, attende. Il Garante nazionale è consapevole delle difficoltà nell’avvio di altri aspetti della complessiva riforma ma è certo che l’urgenza del tema, di cui i suicidi sono un segnale, e le parole condivisibili del ministro indurranno una particolare attenzione a che proprio la parte relativa alle sanzioni sia attuata senza alcun rinvio».

Il riferimento di Palma è al discorso del neo Guardasigilli Carlo Nordio sulle condizioni delle carceri, nel quale ha annunciato anche l’intenzione di alcune «visite pastorali laiche» negli istituti di pena del Paese. Annuncio sul quale si è soffermato anche il segretario generale della Uilpa Polizia penitenziaria Gennarino De Fazio, ricordando anche i suicidi, nel corso del 2022, di 4 appartenenti al corpo di Polizia penitenziaria. «Ci sentiamo di rivolgergli un suggerimento – ha detto -: il ministro non comunichi preventivamente le visite, se possibile, neppure alla sua scorta e si rechi a sorpresa nei penitenziari».

De Fazio ha evidenziato che «per conoscere il carcere è necessario vederne le brutture, la disorganizzazione e le carenze quotidiane e non i teatrini con le tavole imbandite che si allestiscono in occasione delle visite delle autorità, le quali il più delle volte finiscono per tradursi in mere passerelle e Santa Maria Capua Vetere sta lì a testimoniarlo – ha affermato ricordando il passaggio dall’istituto di Mario Draghi e del suo ministro di Grazia e giustizia Marta Cartabia -. Paradossalmente, l’esorbitante numero dei suicidi risulta persino “basso” se si considerano le condizioni d’invivibilità e d’ingestibilità delle carceri e lo si deve al diuturno sacrificio delle donne e degli uomini del Corpo di polizia penitenziaria che, sottodimensionati negli organici di ben 18mila unità, stremati nel morale prim’ancora che nelle forze e nella disorganizzazione imperante, riescono ogni giorno a salvare decine di vite e a prevenire molti più suicidi di quelli che, nostro malgrado, arrivano a compimento», sono ancora le parole del sindacalista.

In conclusione, la richiesta, rivolta al Guardasigilli, di «aprire un confronto immediato con le organizzazioni sindacali rappresentative del personale del corpo di Polizia penitenziaria per passare dalle parole ai fatti e discutere compiutamente di riforme strutturali, organici, assunzioni ordinarie e straordinarie, strutture, infrastrutture, equipaggiamenti, strumentazione, organizzazione, suicidi, aggressioni e molto altro. Noi siamo pronti a fare la nostra parte fornendo il nostro contributo d’analisi e proposte», ha assicurato De Fazio.

31 ottobre 2022