Acqua pulita, «Nessuno sia lasciato indietro»

È il monito lanciato dalle Nazioni Unite in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, il 22 marzo. I dati dell’Istat: Italia al primo posto per i prelievi

Nella Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra oggi, 22 marzo, dalle Nazioni Unite arriva un monito preciso: «Nessuno sia lasciato indietro», perché l’accesso all’acqua pulita e a servizi igienico-sanitari adeguati rappresentano «un diritto» per ogni essere umano. Dal focus “Le statistiche dell’Istat sull’acqua” relativo agli anni 2015-2018 e diffuso oggi emerge che in Italia il volume di acqua prelevato per uso potabile dalle fonti di approvvigionamento è di 9,49 miliardi di metri cubi nel 2015, pari a un volume giornaliero pro capite di 428 litri, il più alto nell’Unione europea. La metà di tale volume (47,9%) non raggiunge però gli utenti finali a causa delle dispersioni di rete.

«Nel 2018 – spiegano  dall’Istat – sono circa 24 milioni 800mila (95,8% del totale) le famiglie che dichiarano di essere allacciate alla rete idrica comunale. A livello territoriale la quota più alta, 98,5%, è nel Nord-ovest mentre la più bassa si registra nelle Isole (93,1%). Il 4,2% delle famiglie dichiara invece  una fonte di approvvigionamento diversa dalla rete comunale attraverso pozzi, sorgenti o altre fonti private». Le famiglie allacciate alla rete idrica comunale che si ritengono molto soddisfatte del servizio offerto sono il 21,3%, quelle abbastanza soddisfatte il 63,3%. Le famiglie molto o abbastanza soddisfatte sono nove su dieci al Nord, otto nel Centro e nel Sud e scendono a sette nelle Isole. Nel 2018 il 10,4% delle famiglie italiane hanno lamentato irregolarità nel servizio di erogazione dell’acqua nelle loro abitazioni. Nel 2017 sono stati 11 i Comuni capoluogo di provincia/città metropolitana interessati da misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua per uso civile, tutti ubicati nell’area del Mezzogiorno a eccezione di Latina.

Dal rapporto delle Nazioni Unite, invece, si evince che in tutto il mondo il tasso di utilizzo dell’acqua è cresciuto di circa l’1% all’anno a partire dagli anni ’80 a causa della combinazione di diversi fattori: crescita della popolazione, sviluppo socioeconomico e cambiamento dei modelli di consumo. Secondo le previsioni, la domanda globale di acqua continuerà a crescere ad un tasso simile fino al 2050, superando di circa il 20-30% i livelli di utilizzo attuali, principalmente in ragione della crescente domanda a livello industriale e domestico. Più di due miliardi di persone vivono in paesi soggetti a tassi elevati di stress idrico, mentre circa quattro miliardi di persone devono affrontare gravi scarsità idriche per almeno un mese all’anno.

22 marzo 2019