Bagnasco: «Come Chiesa, diciamo: serve più Europa». L’invocazione per la pace

A Santa Maria sopra Minerva i vespri per il 60° anniversario dei Trattati di Roma. La preghiera per le vittime di Londra e degli altri Paesi «segnati violentemente»

A Santa Maria sopra Minerva i vespri per il 60° anniversario dei Trattati di Roma. La preghiera per le vittime di Londra e degli altri Paesi «segnati violentemente»

Da una parte la gratitudine a Dio «per i frutti raggiunti in questi 60 anni», che sono «un patrimonio che non deve essere disperso», fatto di «sicurezza, pace, scambi fruttuosi insieme a una crescente coscienza collettiva». Dall’altra la preghiera per le vittime dell’attentato a Londra e per quelle «degli altri Paesi che in questi ultimi anni sono stati segnati violentemente». Si è aperta così l’omelia del  presidente dei vescovi europei, il cardinale Angelo Bagnasco, ieri sera, 23 marzo, nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, dove ha presieduto il vespro solenne in occasione del 60° anniversario della sottoscrizione dei Trattati di Roma. Dal presidente della Cei e del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, l’appello a «pregare il Principe della Pace, il principe della vita perché aiuti tutti – popoli, istituzioni nazionali ed europee – a trovare la luce e la forza del suo Spirito. La luce per non dare mai per scontata la strada; la forza per poterla percorrere con rinnovata convinzione».

«La Chiesa cattolica – ha ribadito il porporato – è convinta che ci sia bisogno di più Europa e continuerà a dare il suo contributo in questa opera di costruzione». Ad ascoltarlo, tra gli altri, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Bagnasco ha rimarcao che «occorre rinnovare il contributo di sapienza che l’Europa delle origini ha trovato nel Vangelo. La linfa evangelica è sempre viva e continua a ispirare un’umanità aperta e solidale». Quindi ha espresso l’auspicio di trovare su alcuni temi un’unità che vada oltre il criterio della maggioranza. «Per gran parte delle materie da regolare c’è il criterio di maggioranza, è necessario. Ma ci sono materie che richiedono una via più impegnativa sulle quali occorre maggiore unità. È su questo fronte – ha sottolineato – che saremo giudicati dalla storia».

In prima fila, il presidente del Senato Pietro Grasso e il ministro degli Esteri Angelino Alfano; alle loro spalle l’ex presidente del Consiglio, oggi senatore a vita, Mario Monti e alcuni parlamentari europei. «Il dato della fede non deve rimanere nell’intimo delle coscienze – ha aggiunto Bagnasco -, motivo ispiratore della vita privata. Tutto ciò che Dio ha rivelato di sé soprattutto in Cristo riguarda l’uomo: la sua vita, il suo destino, la sua dignità, in una parola il suo volto. Si tratta di saper tradurre nell’ambito della democrazia il volto alto e completo dell’uomo, quel volto e quella dignità che l’Unione europea afferma essere lo scopo e il centro di se stessa. Se si ha il coraggio di percorrere la via della ragione con serena onestà – ha rimarcato – allora è possibile costruire una democrazia sostanziale, fondata sui valori etici radicati nella natura umana». Infine, un richiamo alla “sensibilità ecologica”: «Qualcosa ci anticipa, ci è dato. Dobbiamo riconoscerlo e rispettarlo. Vale per la natura in generale e per la natura umana in particolare».

Ad animare la preghiera, alla quale ha partecipato anche il nunzio apostolico in Italia monsignor Adriano Bernardini, la Cappella musicale formata dagli studenti dell’Afam del ministero dell’Istruzione e da quelli del Pontificio Istituto di Musica Sacra. Al termine, il vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi, che ha organizzato il momento di preghiera, ha ringraziato il cardinale Bagnasco e le autorità presenti: «Sono giornate importanti per tutti i Paesi dell’Unione europea. Portiamo nel cuore l’invito del cardinale Bagnasco perché a Roma in questi giorni si possa davvero sperimentare la presenza del Signore che accompagna i lavori, le scelte e i progetti di tutto il popolo europeo».

A margine della preghiera, anche il presidente del Senato Pietro Grasso ha espresso il suo cordoglio al parlamento britannico. «Noi conosciamo bene il terrorismo – ha detto – e l’abbiamo vinto con la solidarietà. La veglia di stasera è importante perché ci fa sentire più uniti e solo uniti possiamo andare avanti».

24 marzo 2017