Canestri, la grande dedizione alla Chiesa di Roma

Morto il 29 aprile il porporato che nella Capitale fu prima parroco, poi vescovo ausiliare e quindi vicegerente. Le esequie il 2 maggio nella basilica di San Pietro

Morto il 29 aprile il porporato che nella Capitale fu prima parroco, poi vescovo ausiliare e quindi vicegerente. Le esequie sabato 2 maggio alle 8.30 nella basilica di San Pietro

«Ero sempre in mezzo alla gente, ai poveri che cercavano da mangiare negli anni duri della guerra». Così il cardinale Giovanni Canestri raccontava quattro anni fa a Roma Sette, in occasione del suo 50° di episcopato, i primi anni al servizio della diocesi di Roma, che aveva trascorso come viceparroco prima alla Garbatella, poi a Pietralata, quindi a San Giovanni Battista De Rossi. Un ricordo che dà la misura del suo impegno sacerdotale. Vescovo da 54 anni e cardinale da 27, si è spento a Roma ieri pomeriggio, mercoledì 29 aprile, all’età di 96 anni. Le esequie saranno celebrate nella basilica di San Pietro sabato 2 maggio alle 8.30, presiedute dal cardinale Angelo Sodano. Al termine della celebrazione, il rito dell’«ultima commendatio» e della «valedictio» presieduto da Papa Francesco.

Del cardinale Canestri, arcivescovo emerito di Genova, il cardinale Vallini e il Consiglio episcopale di Roma ricordano «con affetto l’amabilità e la nobiltà di animo, la fede ardente, la generosa dedizione alla Chiesa di Roma». Una Chiesa che ha servito a lungo, prima come viceparroco poi come parroco, quindi come ausiliare e infine come vicegerente della diocesi. Nato a Castelspina, nella diocesi di Alessandria, il 30 settembre 1918, Canestri entrò nel Seminario di Alessandria a 11 anni. Dopo la maturità, proseguì la formazione al Pontificio Seminario Romano Maggiore e frequentò i corsi all’Università Lateranense, dove conseguì la licenza in Teologia. Ricevuta l’ordinazione sacerdotale il 12 aprile 1941 dalle mani di monsignor Luigi Traglia nella basilica di San Giovanni in Laterano, iniziò il suo servizio pastorale a Roma come vice parroco alla Garbatella e a Pietralata, per alcuni mesi, e poi per nove anni a San Giovanni Battista De Rossi, all’Appio-Latino. Conseguita la laurea in Utroque Iure alla Lateranense e quella in Lettere alla statale, nel 1950 divenne parroco dei Santi Ottavio e Compagni Martiri, a Ottavia. Dal 1951 al 1959 guidò la comunità di Santa Maria Consolatrice a Casalbertone. Nominato nell’agosto 1959 direttore spirituale del Pontificio Seminario Romano Maggiore, è stato anche membro della Commissione per il primo Sinodo diocesano di Roma, portando il contributo della propria esperienza pastorale soprattutto sull’educazione della gioventù.

Molta parte del suo ministero fu dedicata proprio ai giovani, sia nelle parrocchie sia nelle scuole dove insegnò religione. L’8 luglio 1961, la nomina episcopale ad ausiliare per il settore Est. Da giovane vescovo partecipò ai lavori del Concilio Vaticano II, intervenendo durante le Congregazioni generali sui temi dell’ecumenismo e della libertà religiosa e offrendo quindi un contributo nella stesura di due documenti, la Unitatis redintegratio e la Dignitatis humanae. Da ausiliare, fu delegato per l’Azione cattolica e dette avvio ad un centro di teologia e di formazione per i laici. Il 7 gennaio 1971 divenne vescovo di Tortona, ma appena quattro anni dopo Paolo VI lo richiamò a Roma, affidandogli l’incarico di vicegerente. Canestri lavorò circa dieci anni accanto al cardinale vicario Ugo Poletti impegnandosi su tutti i fronti dell’attività pastorale. Il 22 marzo 1984 venne nominato da Giovanni Paolo II arcivescovo di Cagliari e tre anni dopo assunse la guida dell’arcidiocesi di Genova-Bobbio, fino ad allora retta dal cardinale Siri. Una sede prestigiosa alla quale allora era unito il titolo dell’abbazia di San Colombano. Creato cardinale nel Concistoro del 28 giugno 1988 (gli fu assegnato il titolo di Sant’Andrea della Valle), Canestri ha guidato la Chiesa di Genova fino all’aprile del 1995. Benedetto XVI gli fece visita nella sua casa di via Cernaia quattro anni fa, in occasione del 70° di sacerdozio.

30 aprile 2015