Cattolica e Gemelli: quando la nutrizione salva la vita

Nella “Giornata per al ricerca” presentati gli studi sul ruolo della corretta alimentazione in grado di prevenire malattie a reni, fegato e sul feto

Nella “Giornata per la ricerca” presentati gli studi sul ruolo della corretta alimentazione in grado di prevenire malattie a reni, fegato e sul feto 

Come sviluppare – grazie all’aiuto della genetica – delle diete personalizzate con effetti preventivi e terapeutici sulle malattie epatiche e renali, e come individuare i nutrienti che fanno bene allo sviluppo del bambino già a partire dalla fase pre-natale o quali, nell’adulto, rallentano invece il processo d’invecchiamento. Sono, questi, solo alcuni degli obiettivi presentati giovedì 26 maggio in occasione della quinta “Giornata per la Ricerca”, ideata dall’università Cattolica e dalla Fondazione Policlinico Gemelli di Roma. Risultati preziosi, illustrati dai ricercatori dell’ateneo e dell’ospedale, due istituzioni d’ispirazione cattolica nate dalla visione lungimirante di padre Agostino Gemelli.

Tema della Giornata, “Il ruolo della Nutrizione nella salute, dalla prevenzione alla cura”, per raccontare l’importanza dell’alimentazione rispetto alla gravidanza, ai bisogni dell’anziano, al benessere del cervello e alle funzioni fegato-rene. E proprio lo stato del fegato «è indicatore della salute dell’uomo – spiega Luca Miele, docente di Gastroenterolgia alla Cattolica-, capace di condizionare le altre patologie sistemiche». Il “fegato grasso”, che accomuna ormai il 30% della popolazione generale, sembra essere la prima conseguenza di un’alimentazione poco equilibrata, oltre che di una vita sedentaria. Non solo: i ricercatori hanno dimostrato che «il fegato grasso si può associare a condizioni apparentemente distanti tra loro, per esempio a una maggiore severità clinica della psoriasi, alla maggiore frequenza di ovaio policistico nelle donne e a un maggior rischio di eventi cardiovascolari». Quanto alla calcolosi renale, che in Italia interesserebbe una persona su undici, anche qui gioca un ruolo fondamentale la qualità dei cibi ingeriti.

Uno studio, come racconta il nefrologo Pietro Manuel Ferraro, ha per esempio messo in luce che «un eccesso di bevande zuccherate può essere nocivo, mentre l’assunzione di caffè, tè, succhi di frutta, in particolare il succo di arancia e piccole dosi di vino o birra è invece protettivo». In fase di studio è poi il ruolo di proteine animali: «I primi risultati ci fanno pensare che un loro eccesso sia potenzialmente dannoso». Diversamente, agli anziani un apporto maggiore di proteine animali farebbe invece bene nel contrastare la sarcopenia, ossia la perdita della massa muscolare e un calo della sua efficienza. A tal proposito, uno studio tuttora in corso mostra che la somministrazione di taurina (un amminoacido presente in carne, latte e pesce) in topi “anziani” accelera la rigenerazione muscolare.

La nutrizione è decisiva anche nello sviluppo fetale e del bambino: per esempio, la carenza di acido folico nella dieta durante le prime fasi della gravidanza e nel periodo immediatamente precedente al suo inizio, è associata allo sviluppo di spina bifida nel nascituro, mentre dosi eccessive di vitamina A possono indurre malformazioni. Un’alimentazione equilibrata è il consiglio migliore. «Stiamo dimostrando – racconta il ricercatore Salvatore Fusco – che una dieta ricca di grassi saturi può alterare la comunicazione tra le cellule nervose>, e se l’eccesso di grassi viene consumato in gravidanza <può danneggiare le funzioni cognitive della prole e anche delle generazioni successive».

Dare uno sguardo ai numeri, come ricorda il rettore dell’ateneo romano, Franco Anelli, offre l’occasione di comprendere che «il progresso delle conoscenze è un valore reale per il Paese». Solo lo scorso anno, tra il Gemelli e la Cattolica, sono stati avviati 253 nuovi progetti di ricerca no profit, per oltre 1.500 pubblicazioni scientifiche, 19 milioni di euro di ricerca finanziata, 17 brevetti attivi e depositati, 142 sperimentazioni cliniche avviate e 329 quelle in corso nel 2016. «La ricerca è l’inizio di una buona assistenza», spiega il preside della facoltà di Medicina, Rocco Bellantone. In più, quella qui svolta ha un’attenzione speciale all’etica: «Per noi è mettere la persona al centro delle nostre attenzioni – sottolinea Enrico Zampedri, direttore generale del Gemelli -, e quindi non fare ricerca in maniera speculativa». Un principio generale che dovrebbe guidare chiunque, a prescindere dal credo religioso. Tanto più – lo ricorda monsignor Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’educazione cattolica – che la scienza e la fede sono in dialogo: «La ricerca, se condotta in maniera scientifica e secondo le leggi morali, non può mai trovarsi in contrasto con i principi antropologici della religione cristiana».

 

27 maggio 2016