Clonazione, il cardinale Bassetti: «Ci sono soglie invalicabili»
Il presidente della Cei è intervenuto per commentare l’esperimento cinese con cui sono state clonate, per la prima volta delle scimmie. Scienza&Vita: «Inquietante la prospettiva che riguarda l’essere umano»
Scienza & Vita ribadisce «la sua ferma condanna per ogni forma (per ora ipotetica) di clonazione applicata agli esseri umani». Lo fa attraverso una nota diffusa poche ore dopo la notizia che, «per la prima volta al mondo, alcuni scienziati cinesi sono riusciti ad ottenere, mediante un processo di “clonazione” (con la tecnica del trasferimento nucleare da cellule somatiche, la stessa impiegata nel 1996 per la pecora Dolly), due cuccioli di scimmia (Macacus fascicularis) in apparente buona salute».
«Dunque – nota Scienza & Vita – si tratta della prima clonazione con questa tecnica di un primate, ovvero di un animale filogeneticamente molto vicino alla specie umana». Al riguardo, per Scienza & Vita, «l’effettiva utilità e le possibili applicazioni di questo esperimento, condotto sulle scimmie, richiedono anzitutto di essere giudicate sul piano scientifico, dagli addetti ai lavori, nel pieno rispetto delle regole giuridiche ed etiche che riguardano l’uso degli animali (in questo caso, di primati) nelle sperimentazioni.
«Ben diversa ed inquietante risulta invece un’ipotetica prospettiva di applicazione di procedure di clonazione sull’essere umano» secondo cui «la clonazione» che «biologicamente consiste nella “ri-produzione” di un essere vivente con patrimonio genetico identico a quello del donatore di Dna» rappresenterebbe «una radicale ed intollerabile offesa nei confronti dell’essere umano così originato e della sua peculiare dignità» perché «lo priverebbe del diritto di venire all’esistenza come frutto di un atto d’amore pieno, all’interno di una relazione interpersonale di coppia» e «nel caso di clonazione per ipotetiche finalità “terapeutiche” si causerebbe direttamente la sua morte, trattandolo come un “oggetto” premeditatamente sacrificabile per altri scopi».
Per il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, «ci sono soglie che sono invalicabili. Non perché l’abbiamo deciso noi uomini ma perché l’ha deciso il Creatore e ha messo un dna nella materia e nella vita umana». Parla di «rischio etico» don Roberto Colombo, docente della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e membro della Pontificia Accademia per la Vita, «la grande questione antropologica e morale è rappresentata dall’avvicinarsi della capacità tecnica della clonazione applicabile anche alla specie umana».
Per questo, conclude don Roberto Colombo, «occorre ricordare con fermezza che la Chiesa ha già espresso un giudizio ponderato e condiviso – che ha trovato amplissimo consenso presso studiosi e istituzioni internazionali – circa la assoluta inaccettabilità etica della clonazione a scopo procreativo umano, che nessuna finalità né circostanza può rendere onesta e legittima, perché sempre contraria alla dignità della persona umana».
26 gennaio 2018

