Ricorda anzitutto i 6 milioni di vittime ebree dell’olocausto e tutti coloro che persero la vita mentre «la crudeltà sconvolgeva il mondo», il messaggio del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres per la Giornata della memoria. Oggi, osserva, dopo decenni dalla fine della seconda guerra mondiale «vediamo la persistenza dell’antisemitismo e la crescita di altre forme di pregiudizio. Gruppi neo-nazisti e di supremazia bianca sono tra i principali propagatori di odio estremo».

L’indicazione di Guterres è chiara: occorre «insieme» contrastare «la normalizzazione dell’odio», dato che «troppo spesso, opinioni vili si spostano dai margini alle correnti principali delle società e della politica». E ammonisce: «Ogni volta e in ogni luogo in cui i valori dell’umanità sono abbandonati siamo tutti a rischio», quindi «tutti abbiamo la responsabilità di opporre resistenza, velocemente, con chiarezza e decisione, al razzismo e alla violenza». Le vie per «costruire un futuro di dignità, diritti umani e coesistenza pacifica per tutti» sono, secondo il segretario generale dell’Onu, «l’istruzione e la comprensione».

26 gennaio 2018