Cnesc al Governo: «La più misera dotazione dal 2001»

Per effetto delle scelte governative sarà inevitabile «ciò che aveva iniziato il governo Berlusconi: la chiusura del servizio civile nazionale, nascosta dalla cortina fumogena del servizio civile universale»

È una bocciatura su tutta la linea quella della Conferenza nazionale enti per il servizio civile (Cnesc) nei confronti del governo Renzi che, a detta dell’organismo, «prende in giro i giovani, il terzo settore, gli enti locali, le Regioni e smentisce se stesso». È la replica del Cnesc alla bocciatura dell’emendamento “Patriarca e altri” presentato in Commissione bilancio della Camera dei deputati, che avrebbe conferito 200 milioni al Servizio civile nazionale (Scn) invece dei 65 proposti dal governo.

«Ai proclami roboanti – lamenta il Cnesc – fa seguito l’umiliante realtà dei fatti e i giovani ne sono le vittime. Altro che “il servizio civile nazionale lo faremo universale”: niente di più falso». «Al Governo Renzi – chiarisce – va comunque assegnato un record: la più misera dotazione per il Scn dal 2001».

Per effetto delle scelte del governo, prosegue la Conferenza, «saltano 1.800 posti nella programmazione degli avvii in Italia nel 2015, quindi non saranno più 24.500, al netto di quelli di Garanzia giovani», e «nel 2016 ci saranno risorse per meno di 9.000 posti in Italia, chiudendo anche questa porta in faccia ai giovani e con le ovvie conseguenze sul deposito dei progetti e sugli investimenti qualitativi delle organizzazioni». «In sintesi – conclude – oggi il governo Renzi porta a compimento ciò che aveva iniziato il governo Berlusconi: la chiusura del servizio civile nazionale, nascosta dalla cortina fumogena del servizio civile universale».

 

27 novembre 2014