Combattere le patologie del pancreas, in arrivo la chirurgia mininvasiva

Focus sulle malattie di un organo molto sensibile all’alimentazione. I vantaggi delle tecniche per interventi laparoscopici o robotici

Il pancreas, anche se di relativamente piccole dimensioni, è un organo fondamentale che svolge una duplice funzione: produce enzimi, indispensabili per la digestione degli alimenti, e ormoni che regolano importanti funzioni metaboliche (in particolare l’insulina, responsabile del preciso equilibro degli zuccheri nel nostro organismo).

Il pancreas è molto sensibile all’alimentazione e una buona parte delle malattie che si sviluppano nel pancreas dipendono da una alimentazione non corretta. L’organo può andare incontro ad una infiammazione acuta e sviluppare quella grave malattia chiamata pancreatite acuta, che si manifesta con dolore ed attivazione incontrollata degli enzimi pancreatici che possono portare anche alla completa distruzione della ghiandola. Una infiammazione cronica del pancreas (pancreatite cronica) può portare ad un “invecchiamento” precoce e al malfunzionamento con difficoltà di digestione degli alimenti e comparsa di diabete. Il pancreas può sviluppare anche tumori benigni e maligni. Purtroppo questi ultimi sono i più frequenti e di particolare severità.

Anche se la prevenzione mediante una particolare attenzione alla dieta è in grado di evitare la comparsa di una malattia del pancreas, la chirurgia svolge ancora oggi un ruolo importante in tutte le patologie pancreatiche. Nelle pancreatiti acute e croniche la chirurgia offre un ventaglio di soluzioni terapeutiche molto efficaci ed in alcune condizioni anche salvavita, ma il ruolo fondamentale della chirurgia è proprio nelle malattie tumorali. Negli ultimi anni si sono sviluppati percorsi terapeutici di chemioterapia e radioterapia che potenziano di molto le possibilità terapeutiche. Queste modalità di trattamento possono essere abbinate all’intervento chirurgico sia prima sia dopo la chirurgia.

Quindi l’intervento chirurgico, pur nell’impegno che richiede all’operatore ma anche e soprattutto alla persona che viene operata, rappresenta un momento fondamentale nel percorso terapeutico del paziente affetto da queste patologie del pancreas. La “pesantezza” dell’intervento sul pancreas dipende dalle caratteristiche anatomiche della ghiandola che è particolarmente suscettibile a qualsiasi tipo di manipolazione chirurgica e dalla sede anatomica e soprattutto dai rapporti della ghiandola pancreatica con importanti strutture limitrofe, come i grossi vasi dell’intestino, lo stomaco, la milza.

Un intervento chirurgico sul pancreas deve essere condotto sempre con attenta precisione e delicatezza per evitare al massimo le complicanze post-operatorie di questo intervento che ancora non sono trascurabili percentualmente. In questo contesto si inserisce molto bene la chirurgia mini-invasiva (laparoscopica o robotica) che, per le sue caratteristiche, sembra promettere dei risultati più positivi in questo tipo di intervento. Quando praticabile, le tecniche di chirurgia laparoscopica o robotica offrono tutti i vantaggi tipici della mini-invasività: meno dolore postoperatorio, più rapida ripresa di una normale attività, possibilità di iniziare più rapidamente eventuali terapie oncologiche indicate.

In Italia abbiamo creato un gruppo di lavoro su questo tema ed un registro nazionale collegato al registro europeo di dati clinici che intende raccogliere importanti informazioni relative a questa tecnica applicata in un settore così delicato della chirurgia pancreatica. Il gruppo di studio si chiama IgoMips (Italian Group of Minimally Invasive Pancreas Surgery) nato sotto l’egida di tre importanti Società Scientifiche: l’Associazione Italiana Studio Pancreas (Aisp), l’Associazione Italiana Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica (Aicep) e la Società Italiana di Chirurgia Endoscopica (Sice). L’Università Campus Bio-Medico di Roma è stata tra i promotori di questa nuova associazione scientifica dedicata proprio alla chirurgia mini invasiva del pancreas.

IGoMips ha avuto il suo avvio ufficiale il 22 febbraio 2019 a Pisa. Il registro della Associazione è divenuto operativo nel settembre 2019 dopo l’approvazione dei Comitati Etici delle Istituzioni fondatrici. La prima riunione operativa è stata fatta in Bologna, nell’ottobre 2019, durante il Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia. Un’importante fase di partenza è stata la rilevazione della frequenza di applicazione della chirurgia mini invasiva del pancreas a livello nazionale. I dati ricavati ci indicano che siamo ancora in una fase di sperimentazione e di diffusione della metodica.

Anche il training dello staff chirurgico è ancora in via di evoluzione e la tecnica solo ora si sta diffondendo in maniera adeguata. Ad oggi non tutti i casi di chirurgia pancreatica possono essere trattati in maniera mini invasiva. Tuttavia la metodica chirurgica mini-invasiva del pancreas si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo ed in alcune nazioni, quali gli stati Uniti e la Cina, sta sempre più guadagnando un ruolo di primo piano. Non vi sono ancora delle solide evidenze scientifiche sulla reale validità di questo nuovo approccio chirurgico alle malattie tumorali del pancreas.

È ancora prematuro trarre delle conclusioni scientifiche ma quello che si può rilevare è una generale convinzione che si sta seguendo, con rigore e prudenza, una strada che porterà sicuramente a dei risultati migliorativi in questo difficile campo della chirurgia. L’Università Campus Bio-Medico di Roma è da sempre molto attenta alla ricerca ed allo sviluppo delle terapie nelle malattie del Pancreas. Anche nel settore della chirurgia mini invasiva è in corso Al Campus Bio Medico un progressivo sviluppo ed applicazione graduale con iniziali promettenti risultati. È questa la situazione anche in altri Ospedali e Università Italiane che fanno parte del gruppo dei fondatori dell’Associazione sopra menzionata. (Roberto Coppola, direttore Chirurgia Generale)

9 giugno 2020