Consegna del Ventaglio, Fico: il Parlamento, «luogo della democrazia»

Nel discorso del presidente della Camera, l’Unione europea ma anche le autonomie, la magistratura italiana, la libertà di stampa e il salario minimo

«Il Parlamento è il luogo della democrazia». Lo ha affermato con forza il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico ricevendo il Ventaglio da parte dell’Associazione stampa parlamentare, oggi, 16 luglio. «Ci vuole un rapporto sano tra Parlamento e governo, tra diversi poteri dello Stato», ha proseguito; quindi, dopo aver sottolineato il «ruolo umanitario centrale» dell’Italia, ha ribadito la «centralità del Parlamento» e la necessità che «il governo faccia meno decreti perché i decreti non riescono a far lavorare la Camera dei deputati e il Parlamento tutto in serenità». Oltretutto, ha dichiarato ancora Fico, «una legge che esce dal Parlamento come disegno di legge parlamentare è una legge sicuramente migliore di un decreto legge» mentre la «qualità legislativa si abbassa con i decreti legge».

Il presidente della Camera ha ribadito la centralità del Parlamento anche per quanto riguarda l’avanzamento dell’autonomia differenziata per le Regioni che ne hanno fatto richiesta. «Non possiamo dare potestà legislativa ad altri – ha avvertito – se noi siamo la potestà legislativa, siamo solo noi che la possiamo cedere, dopo un dibattito ampio, dopo un percorso che sia sostanziale. Su questo sono e sarò inflessibile», ha assicurato, annunciando che «dovrà passare tutto dal Parlamento in un percorso serio, costruttivo, sostanziale, emendabile». Quindi un bilancio sui suoi primi 16 mesi da presidente della Camera, a cominciare dalla rivendicazione di un bilancio che «oggi è trasparente al 100%». Inoltre, «si parte con i nuovi concorsi e le assunzioni per tutte quante le categorie professionali alla Camera, abbiamo bisogno di nuovo personale per mettere nuova linfa nel sistema Camera. Mancano gli ultimi passaggi ma direi che ce l’abbiamo fatta». Ancora, «dal 19 luglio la Camera diventerà plastic-free: tutto è controllato, non si spreca, non si riducono i servizi. La Camera è un’eccellenza in Italia per funzionamento, personale, trend di spesa».

Nelle parole di Fico anche un richiamo al ruolo «assolutamente centrale» dell’Europa come «grande equilibratore sia sociale che per la politica internazionale». Fondamentale quindi che ci sia un’Europa «forte» e «questo non significa che non ci sia anche un’Europa riformata». Da cambiare, anzitutto, «il mantra dell’austerity»: secondo il presidente della Camera, è necessaria «una flessibilità maggiore per gli Stati che vogliono attuare delle politiche specifiche», come ad esempio «la lotta alla povertà». Centrale anche il tema dei cambiamenti climatici così come quello delle politiche migratorie. Le migrazioni, nelle parole di Fico, sono una problematica che «possiamo affrontare e risolvere solo insieme». Dito puntato dunque contro i Paesi di Visegrad: con il loro atteggiamento «non si esce dalla crisi che ha l’Europa al suo interno». Urgente «un vero superamento del regolamento di Dublino, un vero investimento sui corridoi umanitari, una vera lotta ai trafficanti di esseri umani». Su questo fronte, Fico si è detto d’accordo con la proposta del ministro Moavero di rendere possibile a un rifugiato da un Paese in guerra di poter far esaminare la sua domanda di asilo in un ufficio europeo nel più vicino Stato in pace, prima di essere trasferito, qualora ne abbia diritto, in Europa con corridoi umanitari.

Un capitolo a parte, nel discorso del presidente della Camera, sulla magistratura in Italia. «Gli ultimi eventi – ha affermato riferendosi alla cronache degli ultimi giorni – fanno male al Paese. Ma dobbiamo fino in fondo e sempre rispettare l’autonomia della magistratura e quindi l’indipendenza dei poteri dello Stato». E anche se «una riforma serve e va fatta», si deve procedere «sempre tenendo presente la divisione dei poteri dello Stato e non solo per un’emergenza o una contingenza». Sulla proposta del ministro Bonafede riguardo a un nuovo sistema per l’individuazione dei membri del Csm, Fico ha aggiunto ancora: «Credo che con criteri che siano ben stabiliti e con paletti, il sorteggio può portare dei benefici», in termini di «libertà, indipendenza e professionalità comunque alta».

Altro tema centrale, quello della libertà di stampa, che «dev’essere un faro per il nostro Paese e non c’è dubbio che va sostenuta. Il punto è: come va sostenuta?», è la domanda di Fico. «L’azione che si è voluta fare, soprattutto dal Movimento 5 Stelle, è di razionalizzazione assoluta dei fondi, delle spese e dei finanziamenti all’editoria – ha affermato -. Si è messo mano a una condizione che veniva considerata in qualche modo di privilegio», con «finanziamenti che non avevano più motivo di esistere». Da ultimo, lo snodo del salario minimo: una proposta che «condivido – le parole del presidente della Camera -. Non penso sia una questione solo italiana ma europea e mi fa piacere che anche la candidata presidente della Commissione ne abbia parlato». In Europa, ha evidenziato, «abbiamo dei problemi da questo punto di vista»: il riferimento è alle differenze tra i singoli Paesi su retribuzioni e fiscalità. È necessario dunque far sì che in Europa non ci siano «politiche al ribasso sia sul lavoro sia sociali e paradisi fiscali al suo interno. Questo non è possibile».

16 luglio 2019