Coronavirus e vaccini, Omar: «L’Italia sta andando in diverse direzioni»

Il campanello d’allarme: rischio di creare persone fragili di serie A e B. «È necessaria un’azione da parte della Cabina di regia e serve subito». Le proposte operative

L’Osservatorio malattie rare (Omar) – da mesi impegnato a monitorare quotidianamente le attività vaccinali anti Covid-19 a livello nazionale e, soprattutto, regionale – lancia l’allarme sul rischio disparità. Negli ultimi 40 giorni, riferiscono, «dopo le ultime Raccomandazioni del ministero della Salute, sono state raccolte moltissime segnalazioni da parte di associazioni e cittadini disorientati, delusi, arrabbiati a causa di informazioni discordanti e modalità di prenotazione non chiare e inefficaci. Siamo arrivati ai primi giorni di maggio e ancora in molte regioni le persone con disabilità grave, i malati rari e i loro caregiver sono in attesa di essere vaccinati o di poter prenotare mentre migliaia di persone giovani e in salute sono state vaccinate», denunciano.

L’Italia, insomma, «sta andando in venti diverse direzioni e crea persone fragili di serie A e di serie B. È necessaria un’azione da parte della Cabina di regia, guidata dal generale Figliulo, e serve farlo subito», incalzano da Omar. Le prime due regioni che hanno dato l’esempio «virtuoso» sono state Campania e Puglia, che vaccineranno tutti i malati rari in possesso di codice di esenzione R in via prioritaria. Per Ilaria Ciancaleoni Bartoli, direttore di Osservatorio malattie rare, «deve essere considerato il modello a cui tutte le regioni devono adeguarsi. Purtroppo però non è ancora sufficiente – prosegue – : molti fragili, soprattutto minori, non possono essere vaccinati e ora, in vista delle riaperture, i loro caregiver saranno ancora più esposti, considerato che molti di loro non possono accedere al lavoro in modalità agile». Per questo Omar, attraverso il lavoro del proprio Sportello legale, ha realizzato un dossier che non solo contiene una fotografia della situazione vaccinale e delle disparità regionali ma, soprattutto, propone delle azioni concrete da fare.

«In un momento come questo non è possibile limitarsi alla denuncia dei problemi, occorre essere propositivi – continua Ciancaleoni Bartoli -, per questo abbiamo deciso di portare all’attenzione delle istituzioni delle proposte operative». A contenerle è il dossier già consegnato sia al ministero della Salute sia a quello degli Affari regionali: non è solo l’estensione della priorità vaccinale a tutti i codici R di malattia rare previsti dai Lea (in vigore dal 15.09.2018 ai sensi del Dpcm 12.01.2017) ma anche una sistematizzazione, uniforme, dei criteri per l’accesso delle persone con disabilità grave, invalidità civile al 100% e dei loro familiari e caregiver alle vaccinazioni.

5 maggio 2021