Coronavirus, i dati della Protezione civile: 288 contagiati, 7 morti, 1 guarito

I dati nella conferenza stampa quotidiana. Il premier Conte: «Il nostro sistema sanitario è eccellente, le nostre misure di cautela sono di massimo rigore»

+54 unità: è la misura dell’incremento dei casi di coronavirus in Italia, comunicato nella conferenza stampa di oggi, 25 febbraio, dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli, commissario straordinario per l’emergenza. 288 in tutto le persone contagiate, 7 i morti – tutti anziani già indeboliti da altre patologie – e un guarito. La quota più significativa di contagi si registra in Lombardia, con 212 casi – 40 in più rispetto a ieri, 24 febbraio – e 6 decessi. In Veneto 38 i casi positivi, 5 in più di ieri, e una persona deceduta. In Emilia Romagna 23 contagi, anche qui cinque più di ieri. In Piemonte tre casi come ieri; lo stesso per il Lazio: 3 casi, di cui uno guarito. Due casi anche per la Toscana; uno in Sicilia, che riguarda una turista risultata positiva proveniente da Bergamo. Primo caso anche in Liguria, ad Alassio:  una settantenne che proviene da una zona a rischio. Sono ancora in corso, dichiara Borrelli, le verifiche dell’Istituto superiore di sanità.

coronavirus vittime italiane in aumentoLa presidenza del Consiglio intanto smentisce le notizie che stanno circolando nelle ultime ora su una presunta chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, imputata a una decisione del premier Conte. Le decisioni e le misure adottate dal governo, precisano, vengono comunicate esclusivamente attraverso i canali e le fonti ufficiali, «alle quali si prega di far riferimento». Uguale indicazione, a proposito della diffusione di fake news soprattutto sui social media, arriva dalla Polizia di Stato, che invita i cittadini a «non condividere eventuali messaggi di allarme ricevuti e segnalarli tramite il sito www.commissariatodips.it».

Parla di «fase molto critica e delicata» la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, secondo cui «l’emergenza va affrontata con senso di responsabilità e di collaborazione, adottando i protocolli necessari a limitare l’area del contagio e a salvaguardare la salute pubblica. Da parte di Istituzioni, politica e cittadini – prosegue – serve un grande impegno comune rispetto al quale il Senato che presiedo sta facendo la sua parte». In sintonia con le disposizioni governative e con i protocolli sanitari internazionali infatti sono state varate una serie di misure di prevenzione necessarie ad affrontare l’emergenza coronavirus e a garantire al contempo la continuità dell’attività legislativa, grazie al lavoro e alle indicazioni del Collegio dei Senatori Questori, della Conferenza dei Capigruppo, del personale amministrativo e del direttore del presidio sanitario del Senato. «Si tratta di una serie di controlli, accertamenti sanitari e limitazioni nelle modalità di accesso al Senato che sono state rese operative già da questa mattina – spiega Casellati -. Sono stati sospesi inoltre tutti i convegni e le aperture di Palazzo Madama al pubblico, le visite delle scolaresche e dei gruppi. Le Commissioni parlamentari, laddove possibile, effettueranno le audizioni in video conferenza».

coronavirus, riunione congiunta, conte, protezione civile, 25 febbraio 2020Nella mattinata si è riunito anche lo staff tecnico del ministero della Salute, insieme a governo e presidenti di Regione e delle Province autonome e al rappresentante dell’Associazione nazionale dei Comuni e delle Province. L’obiettivo: coordinare le azioni per fronteggiare l’emergenza. «Uniamo gli sforzi e lavoriamo in squadra senza sosta per tutelare la salute dei nostri cittadini», scriveva poche ore fa su Twitter il premier Conte. Quindi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile, ha rimarcato: «Il nostro sistema sanitario è eccellente, le nostre misure di cautela sono di massimo rigore. E confidiamo che in virtù del combinato disposto di un sistema sanitario d’eccellenza e di un indirizzo di politica sanitaria di massimo rigore noi produrremo nei prossimi giorni un effetto contenitivo della diffusione del virus».

Rispetto alla presenza di pazienti asintomatici, il premier ha sottolineato che «quando ragioniamo di contagiati non è solo il dato numerico su cui dobbiamo fermare la nostra attenzione; il dato che deve anche importare è quello delle persone che sono ricoverate, che hanno delle deficienze serie – per esempio respiratorie – e che sono in terapia intensiva». Si è soffermato anche sulla carenza di dispositivi di protezione: «Stiamo adottando misure straordinarie e urgenti perché la produzione di questi equipaggiamenti vadano a soddisfare quelle che sono le nostre esigenze nazionali». E sulle misure sanitarie da seguire il premier ha precisato che ci sono «protocolli d’azione ben chiari, collaudati, condivisi da tutto il personale sanitario a livello nazionale».

coronavirus, riunione congiunta, conte, protezione civile, regioni, 25 febbraio 2020Annunciata per questo pomeriggio «un’ordinanza in cui daremo indicazioni a tutti i rappresentanti delle istituzioni e delle autorità di tutte le Regioni che in questo momento non hanno degli epicentri di contagio da coronavirus, i cosiddetti cluster. In questo modo – le parole del presidente del Consiglio – noi assicureremo la massima uniformità di comportamento su tutto il territorio nazionale» per quanto riguarda personale sanitario, cittadini, autorità scolastiche. Nelle aree del Paese che non sono epicentri di contagio e neanche limitrofe ai cluster, ha precisato il premier, «non c’è motivo di adottare misure severe, restrittive» ma «vanno adottate misure di cautela». In queste aree «non si giustifica la chiusura delle attività scolastiche» ma «possiamo sospendere i viaggi d’istruzione e le attività di cui in questo momento possiamo fare a meno. Non ha ragione d’esistere la sospensione di attività produttive, scolastiche» per quei componenti della comunità nazionale lontani dai focolai.

«Ottimo», nelle parole di Conte, il confronto con le Regioni del Nord, «perché tutti coloro che hanno una responsabilità istituzionale si devono rendere conto che in questo momento abbiamo tre imperativi etici: collaborare, collaborare, collaborare». Per quanto riguarda infine le misure economiche, «questa sera – ha assicurato il premier – daremo un primo segnale. Per delle misure per sopperire e in qualche modo rimediare l’impatto economico negativo di questa emergenza dobbiamo anche prenderci il tempo di un’istruttoria molto più articolata. Ci saranno queste misure, inizieremo con delle misure già varate». (aggiornato alle 15.20)

25 febbraio 2020