Coronavirus, Isola Solidale: «Permettere contatti telefonici detenuti-famiglie»

L’appello del presidente Pinna: «Il mio pensiero alla popolazione carceraria cui è stata negata la possibilità di visita. Sono tempi difficili ma restiamo umani

«In queste ore di grande preoccupazione e disagio per tutti il mio pensiero va a tutta la popolazione carceraria a cui è stata negata la possibilità di ricevere le visite dei familiari e parenti in ottemperanza ovviamente alle norme per la tutela della salute di tutti, provvedimento doveroso e condivisibile nel merito e inevitabile. Credo quanto mai urgente adottare misure tali che permettano almeno un contatto telefonico o via skype tra i detenuti e le famiglie». A parlare è Alessandro Pinna, presidente dell’Isola Solidale struttura che a Roma – grazie alle leggi 266/91, 460/97 e 328/2000 – ospita persone che hanno commesso reati per i quali sono state condannate, che si trovano agli arresti domiciliari, in permesso premio o che, giunte a fine pena, si ritrovano prive di riferimenti familiari e in stato di difficoltà economica.

Le parole di Pinna arrivano proprio mentre in diverse carceri d’Italia, da Milano a Modena, Foggia e Pavia, ma anche Napoli e Frosinone, ma anche Vercelli, Alessandria, Verona, Foggia e Bari, la situazione si sta facendo difficile proprio a motivo delle proteste dei detenuti. L’onda lunga del coronavirus arriva nelle carceri e si trasforma in protesta, quando non in aperta rivolta. Già nei giorni scorsi era montata la polemica, denunciata dal partito Radicale, sulle misure previste dal decreto della presidenza del Consiglio dei ministri del 4 marzo per il contenimento dell’epidemia per la mancanza di misure adeguate per luoghi sovraffollati come le carceri, dove non è possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro.

Come tutti, aggiunge Pinna, «anche i detenuti hanno bisogno di una voce amica, di una parola di sostegno, hanno bisogno e hanno diritto di ricevere notizie sullo stato di salute dei propri cari. Diamo loro la possibilità di avere contatti telefonici più frequenti – è l’esortazione -, sono tempi difficili per tutti ma restiamo umani, mi appello a coloro che possono prendere una decisione in tal senso: fatelo! Questo è il momento».

9 marzo 2020