Coronavirus, nuovi casi a Roma. Allo Spallanzani 11 positivi

Richiamati 98 pazienti del Pronto soccorso di Tor Vergata, possibili contatti del poliziotto di Pomezia. Verso la riapertura di San Luigi dei Francesi. Le indicazioni del Vicariato per i sacerdoti. Il numero verde della Regione Lazio: 800.118.800

Due giovani allievi Vigili del fuoco dell’87° corso, uno dei due proveniente da Piacenza e ora sotto sorveglianza sanitaria presso la caserma dei vigili del fuoco di Capannelle dove alloggia. Sono loro gli ultimi due casi, in ordine cronologico, di contagio da coronavirus nella Capitale. Sottoposti a tampone altri tre colleghi. È allo Spallanzani invece l’agente della polizia di Stato originario di Pomezia ma in forze alla Questura di Roma, assegnato al commissariato di Spinaceto. Il nucleo familiare – moglie, due figli e una cognata, positivi al test -, si legge nel bollettino medico diffuso dall’ospedale ieri, 2 marzo, «è sottoposto a sorveglianza sanitaria domiciliare da parte della Asl competente». A seguito di ciò, «in via precauzionale e in attesa del completamento dell’indagine epidemiologica, sono state sospese le attività didattiche del Liceo Pascal di Pomezia, frequentato da uno dei figli, e le lezioni del corso di laurea in Informatica della Sapienza di Roma, canale Al, frequentato dall’altro figlio».

Lombardo il «link epidemiologico», come lo definiscono gli esperti, di questo contagio: nei giorni scorsi il poliziotto aveva ospitato un amico arrivato da una delle zone della Lombardia da cui si è diffuso il virus. L’uomo, in malattia dal 25 febbraio scorso per sintomi influenzali, si era recato per controlli prima al Pronto soccorso di Tor Vergata  e poi al Policlinico Gemelli. I medici, in base ai sintomi, hanno deciso il trasferimento allo Spallanzani. «Non è grave, è in reparto ed è sottoposto a terapia antivirale», informano i medici. Nel frattempo però la direzione sanitaria di Tor Vergata ha deciso di richiamare 98 persone che hanno avuto accesso al Pronto soccorso nei giorni 26 e 27 febbraio, possibili “contatti” dell’agente malato. Tra queste, 15 quelle che risultano sintomatiche e andranno valutate clinicamente, prima di essere eventualmente sottoposte al test per il Covid-19. In sorveglianza domiciliare invece 6 operatori sanitari del Pronto soccorso, un agente di polizia e due operatori della vigilanza in servizio all’ospedale, tutti asintomatici. E dalla Regione Lazio arriva l’appello a non recarsi ai posti di Pronto soccorso in presenza di sintomi e di un link epidemiologico ma a chiamare il numero verde 800.118.800.

Spallanzani, Istituto Nazionale per le Malattie Infettive11 in tutto, stando ai dati del bollettino di oggi, 3 marzo, i casi positivi al coronavirus ricoverati al momento allo Spallanzani, «compresa la coppia cinese ormai negativizzata». Allo Spallanzani anche il nucleo familiare composto da madre, padre e figlia residente a Fiumicino, anche loro con link epidemiologico lombardo. «L’altro figlio, che si conferma negativo, è posto in sorveglianza con la zia presso il nostro istituto», informavano già ieri dalla struttura ospedaliera. Ricoverati infine «un ulteriore caso positivo, con un link epidemiologico veneto», un giornalista, una donna residente a Fiuggi, una della provincia di Cremona e una di Sassari. «Tutti – informano dall’Istituto – sono in condizioni cliniche che non destano preoccupazioni ad eccezione di due che presentano una polmonite interstiziale bilaterale in terapia antivirale e che necessitano di supporto respiratorio». Complessivamente, sono stati valutati finora presso l’accettazione dello Spallanzani 248 pazienti; di questi, 203, risultati negativi al test, sono stati dimessi mentre 45 sono tutt’ora ricoverati.

san luigi dei francesi
La chiesa di San Luigi dei Francesi

Buone notizie intanto dalla chiesa di San Luigi dei Francesi, che riapre al pubblico già da domani, mercoledì 4 marzo: «Ogni rischio di eventuale contagio da parte di un sacerdote della chiesa San Luigi dei Francesi è stato escluso da parte dei servizi del sistema regionale Asl Roma 1», annuncia l’ambasciata di Francia presso la Santa Sede. «Conformemente alle direttive, le misure precauzionali nei confronti dei sacerdoti della comunità sono state revocate», si legge in una nota. La chiesa era stata chiusa «per misura precauzionale» dopo che un prete di 43 anni al suo ritorno dall’Italia è stato ricoverato in ospedale a Parigi perché risultato positivo al contagio di coronavirus. Da domani riprende il normale svolgimento delle celebrazioni. A Roma dunque nessuna chiesa si ferma e la vita delle comunità parrocchiali prosegue con regolarità. Svuotare le acquasantiere, tralasciare lo scambio della pace e ricevere l’Eucaristia sulla mano. Queste le uniche «indicazioni prudenziali» già suggerite dal cardinale vicario Angelo De Donatis nell’incontro con il clero romano del 27 febbraio a San Giovanni in Laterano, in apertura della Quaresima, ricordate anche dalla Segreteria generale del Vicariato con una comunicazione inviata a tutti i sacerdoti.

Complessivamente in Italia «sono 1.835 gli ammalati di coronavirus, con un incremento di 258 persone rispetto a ieri, per il 50% sono asintomatiche, mentre il 40% è ricoverato con sintomi e il 10% è ricoverato in terapia intensiva». Lo ha riferito nella conferenza stampa di ieri sera, 2 marzo, il capo del Dipartimento della Protezione civile e commissario per l’emergenza Angelo Borrelli. I guariti sono 149 – 66 in più rispetto al 1° marzo – e 52 i morti, 18 (15 in Lombardia e 3 in Emilia Romagna) in più sempre rispetto al 1° marzo. (aggiornato alle 14.44)

3 marzo 2020