Coronavirus, Unicef: altri 6,7 milioni di bambini a rischio malnutrizione

L’analisi pubblicata su “The Lancet”: l’89% di questi piccoli proviene dall’Africa subsahariana e dall’Asia meridionale. Aumentata la povertà delle famiglie

L’impatto socio-economico della pandemia di Covid-19 potrebbe spingere verso la malnutrizione acuta altri 6,7 milioni di bambini nel corso del 2020. L’allarme – l’ennesimo – arriva ancora una volta dall’Unicef. Il riferimento è a un’indagine pubblicata su “The Lancet”, secondo cui l’80% di questi bambini proviene dall’Africa subsahariana e dall’Asia meridionale; più della metà di questi bambini dalla sola Asia meridionale.

Nelle parole del direttore generale Unicef Henrietta Fore, «sono passati sette mesi da quando sono stati segnalati i primi casi di Covid-19 ed è sempre più chiaro che le ripercussioni della pandemia stanno causando più danni ai bambini che la malattia stessa. La povertà delle famiglie e i tassi di insicurezza alimentare sono aumentati. I servizi nutrizionali essenziali e le catene di approvvigionamento sono stati interrotti. I prezzi dei prodotti alimentari sono saliti alle stelle – osserva -. Di conseguenza, la qualità della dieta dei bambini è diminuita e i tassi di malnutrizione aumenteranno».

Secondo i dati Unicef, prima della pandemia erano 47 milioni i bambini che soffrivano di malnutrizione acuta nel 2019. Senza un’azione urgente, il numero globale di questi bambini potrebbe raggiungere la cifra di quasi 54 milioni nel corso dell’anno. Questo, sottolinea il presidente di Unicef Italia Francesco Samengo, «porterebbe la malnutrizione a livelli mai visti in questo millennio». Si temono oltre 10mila morti di bambini in più al mese, con il 50% dei decessi nell’Africa subsahariana. Per evitare che la pandemia si trasformi per i bambini in una crisi duratura, l’Unicef ha lanciato anche la campagna “Reimagine“, «per garantire che il mondo post-pandemico sia più giusto ed equo per ogni bambino».

28 luglio 2020