Covid. WeWorld: «Colpiti oltre 1,5 miliardi di studenti. Ripensare i sistemi educativi»

Nell’Index 2020 un focus sull’impatto del Covid su educazione e accesso all’istruzione di bambini e adolescenti. A livello globale, solo il 55% p delle famiglie dispone di una connessione internet, percentuale che si riduce al 19% nei Paesi meno sviluppati

Tra le tante disuguaglianze evidenziate dall’emergenza Covid-19, l’accesso all’istruzione è una delle più evidenti. È quanto emerge dall’approfondimento sull’impatto del Covid nell’educazione di bambini e adolescenti riportato nell’edizione 2020 di WeWorld Index, il rapporto annuale che misura il livello di inclusione di donne e bambini in 172 Paesi nel mondo attraverso 34 indicatori, condotto dall’associazione milanese.

Nel marzo 2020 la maggior parte dei Paesi ha introdotto la chiusura a livello nazionale di servizi di istruzione alla prima infanzia, scuola e università, colpendo oltre il 91 per cento della popolazione studentesca mondiale, più di 1,5 miliardi di alunni. Per mitigare l’impatto della chiusura delle scuole, i governi di tutto il mondo hanno implementato programmi di apprendimento a distanza su radio, televisione e attraverso lezioni online. Tuttavia, fare affidamento solo su questo mezzo ha aggravato le disuguaglianze, essendo l’accesso a Internet non egualmente disponibile per tutte le classi sociali e nelle diverse aree geografiche. A livello globale, solo il 55 per cento delle famiglie dispone di una connessione internet: nel mondo sviluppato l’87 per cento è connesso, rispetto al 47 per cento nei Paesi in via di sviluppo, e solo il 19 per cento nei Paesi meno sviluppati.

«Il blocco dell’istruzione ha avuto un devastante effetto domino con un impatto sociale ed economico di vasta portata su famiglie, comunità e società nel suo insieme, soprattutto per le aree e i gruppi più vulnerabili – commenta Chiesara -. Il Covid-19 ha dimostrato che i sistemi educativi tradizionali non sono adeguatamente attrezzati per rispondere alla crisi e devono cambiare. WeWorld ha sviluppato un approccio distintivo all’istruzione, che si è dimostrato efficiente per rispondere agli effetti della pandemia. L’approccio è concentrato sulla creazione di sinergie tra famiglie, comunità e scuole per sostenere l’istruzione dei bambini, con cinque pilastri fondamentali: coinvolgimento e responsabilizzazione della comunità; equo accesso alle risorse da parte di tutti; apprendimento sicuro e inclusivo; istruzione di qualità; rafforzamento dei sistemi educativi. Seguendo questi criteri, abbiamo risposto alla crisi sostenendo l’apprendimento dei bambini e fornendo loro supporto psicosociale e informazioni salvavita. In particolare in India, Siria, Brasile, Tanzania e Italia abbiamo adattato i programmi educativi esistenti alla situazione, per garantire sostegno a bambini e famiglie».

In Italia quasi il 70 per cento dei giovani con cui WeWorld lavora nelle periferie non ha né pc/tablet né una connessione internet a casa. «Per garantire supporto a questi giovani – spiegano dall’associazione – ci siamo adoperati per usare in maniera capillare altre forme di supporto digitale, come WhatsApp e le telefonate, abbiamo attivato una linea telefonica di supporto per bambini e famiglie, abbiamo continuato a coinvolgere attivamente tutti gli attori educativi: insegnanti, educatori, genitori».

18 novembre 2020