Croce Rossa: Rocca confermato alla guida della Federazione internazionale

Il presidente Cri è stato rieletto con 122 voti. «Orgoglioso di raccogliere questa sfida insieme ai nostri 14 milioni di volontari». Le priorità: crisi climatica, disuguaglianze sanitarie, migrazioni

Il presidente di Croce Rossa Italiana Francesco Rocca ha conquistato con 122 voti a favore il secondo mandato quadriennale come presidente della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ifrc), incarico per il quale era stato eletto la prima volta 4 anni fa ad Antalya, in Turchia. Primo italiano in questo ruolo, è stato riconfermato ieri, 19 giugno, a Ginevra, nel corso della 23ª Assemblea generale dell’Ifrc, dai rappresentanti di 192 società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

«Viviamo in tempi estremamente difficili – ha commentato Rocca dopo la proclamazione -, in cui le crisi più complesse si riverberano a livello globale: instabilità economica, carenza di cibo, emergenze sanitarie e crisi climatica si sono sovrapposte, definendo rischi senza precedenti per il mondo. Sono molto orgoglioso di raccogliere questa sfida insieme ai nostri 14 milioni di volontari della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa – ha continuato -. Questa conferma è un tributo al loro duro lavoro, alla resilienza e alla capacità di affrontare ogni tipo di emergenza. Dedico perciò la vittoria di oggi a ogni singolo volontario che, in questo momento, è al servizio della comunità».

Dal presidente Ifrc indicate anche le tre priorità a cui guardare nell’immediato futuro: affrontare il crescente impatto umanitario della crisi climatica; ridurre le disuguaglianze sanitarie; sostenere e proteggere i migranti. Ancora, Rocca ha esortato la comunità internazionale a mettere al primo posto la solidarietà globale e a tradurla in azione: «Quando ci sono volontà politica, dialogo aperto e decisioni multilaterali, tutto è possibile. La risposta politica e collettiva alla crisi ucraina ha mostrato cosa si può fare quando l’umanità e la dignità vengono prima di tutto, quando c’è la volontà di assistere e proteggere le persone». La pandemia, nell’analisi del presidente Ifrc, «ha mostrato al mondo il ruolo fondamentale svolto dagli attori locali, come i nostri volontari della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, nel rispondere alle crisi. Ecco perché la localizzazione degli aiuti umanitari è il modo più efficace per salvare vite umane e costruire comunità più sicure, forti e sane». Di qui l’invito a proseguire sulla strada degli investimenti in questa direzione.

Quello di presidente Ifrc, rimarcano da Cri, è «un ruolo volontaristico». Rocca, ricordano, ha iniziato a fare volontariato alla fine degli anni ’80, operando con richiedenti asilo e rifugiati in Italia. È entrato a far parte della Croce Rossa Italiana nel 2007 ed è stato eletto presidente nazionale CRI, la prima volta, nel 2013. Oggi è al suo terzo mandato. All’Ifrc è stato in precedenza membro del Consiglio di amministrazione e vicepresidente per l’Europa. Avvocato, ha iniziato la sua carriera professionale combattendo la criminalità organizzata. Successivamente è passato all’amministrazione sanitaria.

20 giugno 2022