Dal 26 aprile l’Italia riapre

Annunciato dal premier Draghi il nuovo decreto. Prevista l'introduzione di un pass per spostarsi tra regioni. Pranzo e cena al ristorante all'aperto. All'aperto anche musei, cinema e teatri. Dal 15 maggio via libera a stabilimenti balneari e piscine. Didattica in presenza

Lunedì 26 aprile. È la data cerchiata di rosso sui calendari degli italiani. Il Paese scalda i motori e spera che dalla prossima settimana si possa parlare davvero di ripartenza e che le chiusure rese necessarie per contrastare il diffondersi del Covid-19 rimangano un lontano ricordo. Ma per evitare che si tratti di una falsa partenza è necessaria l’osservanza delle regole da parte di tutti, avverte il presidente del Consiglio Mario Draghi. Il governo si è assunto «un rischio ragionato» e se si continuerà a mantenere il distanziamento fisico, a indossare la mascherina, a igienizzare le mani, la «probabilità che si debba tornare indietro è molto bassa». Al momento l’indice Rt nazionale in calo allo 0,85 e la campagna vaccinale in forte accelerazione hanno spostato l’ago della bilancia tanto da consentire di «guardare al futuro con prudente ottimismo e con fiducia», ha detto il presidente Draghi durante la conferenza di venerdì 16 aprile a Palazzo Chigi.

Tra le novità del nuovo decreto, che sarà varato dal Consiglio dei ministri tra martedì e mercoledì, l’introduzione di un pass che renderà possibile partecipare agli eventi e spostarsi liberamente fra regioni di colore diverso purché si attesti l’avvenuta vaccinazione o l’esecuzione di un test Covid-negativo o l’avvenuta guarigione dal coronavirus. Nessun vincolo per gli spostamenti tra regioni in zona gialla, che sarà reintrodotta dopo oltre un mese, sinonimo di ritorno al lavoro per milioni di persone. La didattica in presenza per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado è consentita per i residenti in zona gialla e arancione mentre nelle zone rosse saranno aperti gli asili nido e le scuole fino alla prima media, per i licei lezioni in parte in presenza e in parte in dad.

Da lunedì prossimo sarà nuovamente possibile sfogliare il menu e pranzare o cenare al ristorante ma solo nei locali che possono ospitare i clienti all’aperto. Dal 1° giugno si potrà accedere in sala ma esclusivamente all’ora di pranzo. In zona gialla riaprono i musei, a cinema e teatri sarà consentito organizzare spettacoli all’aperto mentre quelli al chiuso avranno limiti di capienza. Dal 15 maggio via libera agli stabilimenti balneari e alle piscine, ma anche in quest’ultimo caso è privilegiata l’attività all’aperto. Si potrà tornare a nuotare nelle piscine coperte e ad allenarsi in palestra solo dal 1° giugno. Dal mese successivo riaprono le fiere, gli stabilimenti termali e i parchi tematici.

Le riaperture per il presidente Draghi rappresentano «una risposta al disagio di categorie e di giovani e portano maggiore serenità nel Paese, pongono le basi per la ripartenza dell’economia». Il presidente del Consiglio auspica «un rimbalzo molto forte nei prossimi mesi per poi attestarci su un sentiero di crescita». È arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e lavorare affinché «dopo la ripresa dei prossimi mesi sia possibile continuare a crescere e tenere alto il livello dell’occupazione, dopo tantissimi anni in cui purtroppo la situazione è stata diversa».

Sul fronte dati, si continua a registrare il calo dei ricoveri, delle terapie intensive, dei decessi e dei contagi. Ieri in Italia ci sono stati 12.694 nuovi casi a fronte di 230.116 tamponi (nelle 24 ore precedenti erano stati 15.370 su 331.734 test) e 251 morti (sabato erano stati 310). Leggendo il bollettino del Lazio di domenica 18, invece, su oltre 12mila tamponi (-3.201) e oltre 15mila antigenici per un totale di oltre 27mila test, sono risultati 1.127 nuovi casi positivi (-251) con età media di 45 anni equamente ripartiti tra maschi (48,7%) e femmine (51,4%). Anche nel Lazio diminuiscono i casi, i ricoveri e le terapie intensive mentre sono stabili i decessi (25). I casi a Roma città sono 528. Per quel che riguarda i vaccini, nel Lazio è stato raggiunto il tetto di 1,5 milioni di somministrazioni e un cittadino su cinque ha già ricevuto la prima dose. La regione, intanto, è pronta per la “Green Card”. Da oggi, infatti, per gli assistiti che hanno completato l’iter vaccinale saranno caricati circa mezzo milione di certificati nel fascicolo sanitario elettronico. Il 15% ha già consultato il proprio attestato vaccinale che ha un sigillo digitale di garanzia la cui autenticità è verificabile attraverso l’app Salute Lazio ed è disponibile anche in lingua inglese.

19 aprile 2021