De Donatis: «Le “mani” messe a servizio della società sono da difendere non da sfruttare»

La Messa presieduta dal cardinale nella 73ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, l’8 ottobre. Oltre 26mila i casi nel Lazio nel 2023; 60 quelli mortali

Sono oltre 26mila gli infortuni professionali totali denunciati nel Lazio nel 2023, di cui 60 mortali; 20.580 solo nella provincia di Roma. I dati sono stati diffusi ieri, 8 ottobre, dall’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil) in occasione della 73ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, che si è aperta con la celebrazione della Messa in memoria di quanti sono caduti mentre svolgevano la propria professione, presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis nella chiesa di Santa Maria in portico in Campitelli, alle 8.30.

«Questa Giornata vuole essere un segno forte di speranza per molti – ha detto il porporato nella sua omelia, ringraziando l’Associazione, che lo scorso 11 settembre ha festeggiato gli 80 anni dalla fondazione, per quanto ha fatto finora e per quanto ancora potrà fare per le vittime e per le loro famiglie -. Abbiamo bisogno di sicurezza e anche di umanità e di attenzione ai dettagli, di chi riesce a dare un’anima al lavoro che viene svolto». Guardando al Vangelo di Matteo e alla parabola dei lavoratori a cui il padrone prima di partire affida la vigna, De Donatis ha osservato come «il lavoro nella vigna di un altro, che è immagine di ogni lavoro, indica già un senso di corresponsabilità e di dignità che è offerta a tutti»; ancora, «le braccia, le mani, le competenze intellettuali e manuali messe a servizio della società sono da tutelare e da difendere, non da sfruttare e da disprezzare» perché «dietro ci sono le fatiche e i valori di una vita, di una famiglia, ci sono le relazioni», sono le parole del presule.

Se «il senso della parabola di oggi va oltre l’esperienza del lavoro, perché Gesù profetizza quello che sarebbe accaduto a lui, ucciso come il peggiore dei malfattori – ha osservato il cardinale -, ci fa però pensare che in tanti luoghi dove dovrebbero risplendere la giustizia e la pace c’è invece lo spettro della morte e la mancanza di rispetto per la persona», laddove «nella corsa esasperata al profitto, dove il fine è la produttività, l’uomo vale meno rispetto all’economia». E invece «il Figlio di Dio, che ha lavorato con mani di uomo, dando un valore immenso al lavoro quotidiano, frutto delle fatiche del corpo e del cuore», richiama il senso del lavoro quale «segno della corresponsabilità dell’uomo alla collaborazione all’opera creatrice di Dio, che non tratta mai da schiavi», sono ancora le parole di De Donatis, che concludendo ha affidato «alla Vergine tutte le vittime del lavoro, i loro cari e le loro famiglie», con «una preghiera intensa per tutte le situazioni drammatiche e per quanti cercano e attendono consolazione e giustizia».

Alla Messa solenne – animata dal gruppo vocale Kantor e concelebrata da padre Davide Carbonaro, rettore della chiesa intitolata a Santa Maria in portico in Campitelli, santuario leonardino, nel giorno della memoria del transito di San Giovanni Leonardi – erano presenti il presidente nazionale Anmil Zoello Forni, quello regionale del Lazio Alberto Verzulli e quello territoriale di Roma Claudio Betti.

9 ottobre 2023