Editoria, Fisc, Fnsi e non solo contro i tagli proposti dal governo

In una conferenza stampa al Senato le ragioni della protesta contro la scure che, «se qualcosa non cambia», si abbatterà sulle realtà «di idee e testimonianza, tra cui la stampa diocesana». Zanotti: «Senza garanzie, è una catastrofe»

«Da diversi mesi stiamo dicendo che i contributi all’editoria stanno sparendo e ciò avviene all’improvviso nelle ultime settimane dell’anno quando si sapeva che almeno la metà delle somme riferite al 2013 sarebbero state garantite. Invece dalle ultime notizie sembra che siano ridotti a un quarto rispetto ai contributi dello scorso anno, a loro volta già ridotti per i settimanali della Fisc di oltre il 60%. In pratica parliamo di una riduzione rispetto a tre/quattro anni fa del 90%. A ciascun nostro giornale arriverà qualche migliaia di euro, complessivamente siamo attorno ai 500mila euro per una settantina di giornali Fisc che percepiscono i contributi diretti». È la denuncia di Francesco Zanotti, presidente della Federazione italiana settimanali cattolici. L’occasione: la conferenza stampa promossa da diverse realtà dell’editoria ieri, martedì 9 dicembre, al Senato, contro i tagli all’editoria previsti dal governo. Un’ipotesi che, ha dichiarato il presidente Fisc, «pone diversi nostri periodici in seria difficoltà. Già molti stanno pensando a stati di crisi, ridimensionamenti, prepensionamenti, riduzione di orario, quando invece il lavoro è sempre di più». Senza un minimo di garanzie, ha continuato, «è un catastrofe».

Sulla stessa linea l’appello firmato dalle diverse realtà promotrici dell’evento al Senato: insieme alla Fisc, la Federazione nazionale della stampa italiana, l’Uspi, ma anche Articolo21, Aci comunicazione, Federazione italiana liveri editori e lavoratori della comunicazione Cgil, Mediacoop e Anso (Associazione nazionale stampa online). «Restiamo convinti – si legge nel testo – che sia interesse del Paese sostenere la realizzazione di un moderno sistema dell’informazione, libero, multimediale, pluralista e di qualità insieme al rilancio del settore editoriale per ridare un futuro all’informazione locale».

A rischio, in questo momento, c’è l’editoria «cooperativa, non profit, di idee e testimonianza, tra cui la stampa diocesana, che opera in gran parte nel settore dell’informazione locale», ha rilevato Zanotti. Negli ultimi due anni, 32 testate hanno chiuso i battenti «a causa delle difficoltà generali che il sistema dell’informazione sta attraversando soprattutto a causa della progressiva e drastica riduzione del sostegno pubblico». Altre 82 «potrebbero essere costrette a farlo nelle prossime settimane, ponendo fine all’esperienza cooperativa e non profit nel campo dell’informazione: infatti, la legge di stabilità 2015, in discussione in Parlamento, cancella del tutto il sostegno all’editoria».

A tirare le somme, dal suo punto di vista di sindacalista, è stato Giovanni Rossi (Fnsi), che ha parlato di 600 posti di lavoro persi ai quali, «se avverrà il taglio annunciato», se ne aggiungeranno altre centinaia, «senza contare l’indotto». Il problema, per Vincenzo Vita, è che «dal governo al momento non vengono certezze su quanti siano i fondi disponibili per il 2013, col risultato che in breve tempo decine di altre testate, se qualcosa non cambia, saranno costrette a chiudere». La Fnsi ha annunciato che proporrà al governo il prelievo dell’1% sui proventi pubblicitari della tv, l’utilizzo dei fondi derivanti dalle Fondazioni bancarie che hanno come scopo la tutela della cultura, la tassazione su Google e analoghe. «Inoltre – ha spiegato Rossi – chiederemo alle Regioni di prevedere appositi sostegni per l’informazione locale, l’unica che può valorizzare i territori e le culture del posto perché le grandi testate nazionali non potranno mai farlo in maniera adeguata». Anche gli edicolanti hanno manifestato diverse perplessità sulla liberalizzazione dei punti vendita giornali (bar, negozi, supermercati) che potrebbe favorire solo le testate maggiori, mentre le “piccole” non avrebbero la forza di diffondere così capillarmente.

10 dicembre 2014