“Educautismo”, accanto alle famiglie e agli educatori

Presentato a San Giustino una nuovo progetto che mette insieme formatori, terapeuti e familiari di persone con autismo. Monsignor Manto: «Importante accompagnare le famiglie, rispondere alla loro domanda di spiritualità»

Si chiama “Educautismo” ed è un progetto che, come suggerisce il nome, “educa” a questo disturbo. Avvicina cioè coloro che ogni giorno condividono degli spazi con i bambini autistici: principalmente genitori e insegnanti, ma non solo. Anche catechisti. Ieri, 11 ottobre, è stato presentato nella sala teatrale della parrocchia San Giustino, quartiere Alessandrino, alla presenza di uno dei personaggi chiave di questa iniziativa, monsignor Andrea Manto, che ha spiegato come la genesi del progetto si debba, in un certo senso, a Papa Francesco: «Al Convegno Mondiale della Pastorale Sanitaria, il cui tema era l’autismo, il pontefice fece un discorso sulla possibilità che ha la comunità cristiana di creare una rete accanto alle persone, per vincere le solitudini. Ora noi vogliamo dare concretezza al suo auspicio. È la parola che si fa carne».

Una concretezza che si avvale della professionalità di analisti del comportamento e terapisti della neuro e psicomotricità, come Giuseppina Marrocco: «Avevamo la volontà di creare una rete educativa intorno alle famiglie – dice la dottoressa – e abbiamo fatto tesoro di un’esperienza precedente sul territorio pontino, grazie alla quale abbiamo notato che nei bambini i sintomi dello spettro autistico erano diminuiti dopo che genitori e insegnanti avevano fatto un percorso di formazione». Per alcuni giovani si era passati a una gestione decisamente migliorativa nella vita di tutti i giorni. Questa esperienza, datata 2012, si rinnova dunque con dei corsi a San Giustino.

«Ci concentreremo su attività – spiega la dottoressa Marrocco – attraverso le quali si possono individuare le caratteristiche dello spettro autistico: modalità di lettura e oggettivazione di un comportamento, attività di rinforzo e motivazionali del bambino. Un esempio su tutti sono gli aspetti della comunicazione alternativa, dai segni ai gesti, dalla mimica ai calendari visivi». Un programma che, come detto, coinvolge chiunque faccia parte del mondo di un bimbo. Come dice una delle responsabili scientifiche, Assunta Lombardi: «Gli specialisti si metteranno a disposizione per formare genitori e insegnanti, e anche catechisti e operatori della pastorale. Tutti coloro insomma che condividono i luoghi dove stanno i bambini. La finalità è quella di aiutarli a capire in maniera immediata, prevenendo comportamenti problematici e agendo nella maniera corretta per evitare disastri adattivi». Ci saranno percorsi differenziati per docenti e familiari che avranno luogo (per questa parte del territorio romano) nella scuola Luca Ghini e nella parrocchia di San Giustino.

«Intorno al bambino con autismo – si raccomanda don Andrea – servono altre persone che lo includano e lo facciano progredire in età scolare e pre-scolare, al fine di non farlo diventare un adulto con comportamenti molto problematici. Dobbiamo aiutare le famiglie, rispondere alla loro domanda di spiritualità. Se trovano questo canale di dialogo, si sentiranno accolte e in un certo senso consolate. È un cammino con la comunità cristiana». Per le informazioni e le iscrizioni ai gruppi, per i quali è previsto un contributo minimo per 50 ore di corso, è disponibile l’indirizzo di posta elettronica educautismo@ausl.latina.it.

 

 

 

12 ottobre 2018