Egitto, al-Nur condanna le uccisioni mirate di copti nel Nord Sinai
Il Partito salafita ultra-conservatore: «Vanno contro gli insegnamenti dell’Islam». Oltre 100 le famiglie cristiane fuggite a 120 chilometri a est del Cairo
Il Partito salafita ultra-conservatore: «Vanno contro gli insegnamenti dell’Islam». Oltre 100 le famiglie cristiane fuggite a 120 chilometri a est del Cairo
Oltre 100 famiglie sono fuggite dal capoluogo al Arish alla città di Ismailia, 120 chilometri a est del Cairo. È la conseguenza della sequenza annunciata di omicidi abbattutasi nelle ultime settimane contro i cristiani copti nel Sinai del nord. In particolare, il trasferimento delle famiglie cristiane è iniziato dopo che un idraulico copto è stato ucciso giovedì scorso da un commando terrorista, mentre era a casa sua.
Molte le prese di posizione di istituzioni islamiche. La Casa della Fatwa, organismo egiziano presieduto dal Gran Mufti d’Egitto e incaricato di diffondere pronunciamenti orientativi e sciogliere dubbi e controversie riguardo all’applicazione dei precetti coranici, ha diffuso un comunicato per condannare la catena di omicidi, sottolineando che la campagna orchestrata da gruppi jihadisti contro i cristiani autoctoni dell’Egitto punta esplicitamente a sabotare l’unità nazionale. Anche i portavoce di al-Nur, il Partito salafita ultra-conservatore, hanno espresso pubblicamente la propria condanna per le uccisioni mirate di cristiani copti avvenute nel Sinai settentrionale, ribadendo che «vanno contro gli insegnamenti dell’Islam».
Della condizione dei cristiani sfollati e dell’urgenza di proteggere i cristiani della regione da nuovi attacchi hanno parlato al telefono anche il patriarca copto ortodosso Tawadros II e il primo ministro egiziano Sherif Ismail. Il Sinai del nord è da anni l’epicentro delle operazioni violente perpetrate da gruppi jihadisti contro esercito, forze di polizia e popolazione civile. Quando la sequenza di uccisioni di cristiani nel Sinai era già iniziata, sedicenti affiliati egiziani all’autoproclamato Stato islamico hanno diffuso un video-messaggio in cui rivendicano una nuova campagna di violenze mirate contro i copti, definiti «la preda preferita».
28 febbraio 2017

