Feroci di ritorno dalla Terra Santa. «Il dolore intorno a noi ha impregnato la nostra preghiera»
Il cardinale è atterrato a Verona con i pellegrini che accompagnava. Nella notte il ritorno a Roma con un pullman. Momenti di paura all’aeroporto ma «tutto è andato bene». Il dolore per le violenze sui civili. «Tutte le strade che si intraprendono non portano alla pace»
È rientrato in Italia il gruppo di pellegrini guidato dal cardinale Enrico Feroci che si trovava in Terra Santa dal 5 ottobre. «Siamo sollevati – dice il porporato, parroco di Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva -. Stiamo bene e possiamo tirare un sospiro di sollievo». All’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv i pellegrini hanno vissuto «momenti di paura per un forte boato» che si è sentito proprio mentre erano in attesa al gate d’imbarco. «Le hostess ci hanno immediatamente fatto allontanare dalle vetrate – racconta Feroci – e ci hanno fatto sistemare in ambienti più protetti. Non abbiamo capito cosa stessero dicendo gli addetti agli altoparlanti ma parlavano con voce concitata. Dopo una decina di minuti ci hanno detto che l’allarme era rientrato e ci hanno fatto disporre nuovamente in fila. Ora finalmente siamo in Italia». Il gruppo, che ha partecipato al pellegrinaggio “Con Maria nella Terra di Dio”, è atterrato a Verona alle 20 di ieri, 11 ottobre. Nella notte i fedeli hanno raggiunto Roma con un pullman.
Martedì 10 ottobre i 47 partecipanti al pellegrinaggio organizzato dall’Opera romana pellegrinaggi hanno trascorso la giornata in albergo. «Per prudenza non ci hanno permesso di uscire – prosegue il cardinale -. Eravamo alloggiati al Pontificio Istituto Notre Dame di Gerusalemme, di fronte alla Porta Nuova, nella Città Vecchia, nel quale è allestita una mostra sulla Sacra Sindone. È stato un momento di riflessione spirituale» guidato da don Filippo Morlacchi, sacerdote romano fidei donum in Terra Santa dal 20 settembre 2018, e una «ulteriore occasione per intensificare la preghiera per la pace».
Facendo un bilancio del pellegrinaggio il porporato afferma che «tutto è andato bene. Le difficoltà, le tensioni e le preoccupazioni per quanto stava accadendo nelle immediate vicinanze non hanno scompaginato il gruppo. I sentimenti di dolore e di sofferenza palpabili intorno a noi hanno impregnato la nostra preghiera e i nostri pensieri. Non avevamo i giornali o i telegiornali che ci aggiornavano, quindi non comprendevamo fino in fondo la tragicità di quanto stesse accadendo. L’ansia arrivava a noi dall’esterno, dalle tante telefonate, dai messaggi e dalle mail di familiari e amici che seguivano gli eventi in diretta».
Il cardinale Feroci si dice «molto addolorato» per le violenze sui civili. «Sono sempre gli innocenti, i più vulnerabili, a pagare le conseguenze di chi vuole affermare il proprio potere – afferma -. La mia sensazione è che non c’è la volontà di fermarsi a ragionare e a riflettere. Tutte le strade che si intraprendono non portano alla pace e alla serenità. Pensare alla sofferenza di migliaia di famiglie, donne e bambini mi dà tanto dolore. Dopo tutti questi anni non si trova ancora il coraggio di sedersi intorno a un tavolo per trovare degli accordi di pace, per prendere le giuste decisioni per tutti i popoli».
12 ottobre 2023

