Francesco: Gerusalemme, «patrimonio comune dell’umanità»
L’appello nell’udienza ai partecipanti al colloquio del Gruppo congiunto di lavoro tra dicastero pontificio e Commissione palestinese per il dialogo interreligioso
Gerusalemme sia considerata «patrimonio comune dell’umanità e, soprattutto per i fedeli delle tre religioni monoteiste, luogo di incontro e simbolo di coesistenza pacifica». Papa Francesco ha ricevuto in udienza, questa mattina 9 marzo, i partecipanti al colloquio del Gruppo congiunto di lavoro per il dialogo tra il dicastero per il Dialogo interreligioso e la Commissione palestinese per il dialogo interreligioso. E ha rivolto il suo appello per la Città Santa. Nel Vangelo, ha evidenziato, «Gerusalemme è il luogo in cui avvengono tanti episodi della vita di Gesù, fin dalla sua infanzia, quando fu presentato al tempio, dove poi i suoi genitori si recavano ogni anno per la festa di Pasqua. Nella Città santa Gesù ha insegnato e compiuto diversi segni prodigiosi; soprattutto in essa ha portato a compimento la sua missione, con la passione, la morte e la risurrezione, cuore della fede cristiana. A Gerusalemme – ha continuato – è nata la Chiesa, quando lo Spirito Santo discese sui discepoli, raccolti in preghiera con la Vergine Maria, e li spinse ad annunciare a tutti il messaggio della salvezza». Ma Gerusalemme «ha un valore universale, contenuto già nel significato del suo nome: “città della pace”», ha sottolineato il pontefice.
Da Francesco anche l’invito a meditare, «in silenzio», il pianto di Gesù su Gerusalemme. «Non dobbiamo passare oltre troppo in fretta», ha affermato, ricordando i tanti «uomini e donne, ebrei, cristiani, musulmani» che «hanno pianto e piangono ancora oggi per Gerusalemme. Anche per noi – ha aggiunto -, a volte, pensare alla Città santa muove alle lacrime, perché è come una madre il cui cuore non trova pace a causa delle sofferenze dei suoi figli». L’episodio evangelico di Gesù che piange su Gerusalemme, ha commentato, «richiama il valore della compassione: la compassione di Dio per Gerusalemme, che deve diventare la nostra compassione, più forte di qualsiasi ideologia, di qualsiasi schieramento. Più grande dev’essere sempre l’amore per la Città Santa, come per una madre, che merita il rispetto e la venerazione di tutti», ha concluso.
9 marzo 2023

