Francesco: «Non venga meno la nostra preghiera per la pace»

L’invocazione al termine del Regina Coeli: «Lo Spirito del Risorto illumini e sostenga quanti lavorano per diminuire la tensione e favorire gesti che rendano possibili i negoziati»

«Non venga meno la nostra preghiera per la pace, una pace giusta e duratura, in particolare per la martoriata Ucraina e per la Palestina e Israele». Al termine del Regina Coeli di ieri, 7 aprile, il Papa ha fatto sentire ancora la sua voce per i popoli devastati dalla guerra. «Lo Spirito del Signore risorto illumini e sostenga quanti lavorano per diminuire la tensione e favorire gesti che rendano possibili i negoziati», l’invocazione di Francesco, che ha aggiunto: «Il Signore dia ai dirigenti la capacità di fermarsi un po’ per trattare, per negoziare».

Nelle parole del pontefice anche un pensiero alle «persone che sono morte nell’incidente del pullman uscito di strada in Sudafrica alcuni giorni fa. Preghiamo per loro e per i familiari», ha esortato. Quindi ha ricordato la Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace, celebrata il 6 aprile. «Tutti sappiamo quanto praticare uno sport possa educare a una socialità aperta, solidale, senza pregiudizi – ha detto -. Ma per questo ci vogliono dirigenti e formatori che non puntano solo alla vittoria o al guadagno». Di qui l’esortazione: «Promuoviamo uno sport che favorisca l’amicizia sociale e la fraternità!».

Tra i saluti finali, poi, Bergoglio ha citato gli alunni della scuola cattolica Mar Qardakh di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, ma anche «i gruppi di preghiera che coltivano la spiritualità della Divina Misericordia, convenuti al santuario di Santo Spirito in Sassia» e i partecipanti alla Conferenza internazionale per l’abolizione della maternità surrogata.

8 aprile 2024