Francesco: «Sradicare dalla Chiesa la piaga degli abusi»
Lettera in vista del primo incontro della Pontificia Commissione. «Non c’è assolutamente posto nel ministero per coloro che abusano dei minori»
Lettera in vista del primo incontro della Pontificia Commissione. «Non c’è assolutamente posto nel ministero per coloro che abusano dei minori»
«Occorre continuare a fare tutto il possibile per sradicare dalla Chiesa la piaga degli abusi sessuali sui minori e aprire una via di riconciliazione e di guarigione in favore di coloro che sono stati abusati». Non usa mezzi termini, Papa Francesco, nella lettera che ha indirizzato oggi, giovedì 5 febbraio, ai presidenti della Conferenze episcopali e ai superiori degli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica circa la Pontificia Commissione per la tutela dei minori, che nei prossimi giorni si riunirà «per la prima volta» al completo. Della Commissione ricorda, anzitutto, la storia: dall’annuncio, nel dicembre 2013, all’istituzione, «nel marzo dell’anno scorso», con lo scopo di «offrire proposte e iniziative orientate a migliorare le norme e le procedure per la protezione di tutti i minori e degli adulti vulnerabili». Proprio per questo, continua, «ho chiamato a farne parte personalità altamente qualificate e note per il loro impegno in questo campo».
Proseguendo nel suo rapido excursus, Francesco ricorda ancora l’incontro, nel luglio scorso, con alcune vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti. «Mi ha offerto l’occasione – scrive – di essere diretto e commosso testimone dell’intensità delle loro sofferenze e della solidità della loro fede». Lo scorso dicembre, infine, la decisione di aggiungere alla Commissione alcuni nuovi membri, in rappresentanza delle Chiese particolari di tutto il mondo. Fra pochi giorni, dunque, tutti si incontreranno a Roma per la prima volta. Per Francesco, si tratta di uno strumento «nuovo, valido ed efficace» per «aiutarmi ad animare e a promuovere l’impegno dell’intera Chiesa – ai vari livelli: Conferenze episcopali, diocesi, Istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica – a mettere in atto le azioni necessarie per garantire la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili e dare risposte di giustizia e di misericordia».
L’attenzione di Francesco è anzitutto per le famiglie. Devono sapere, scrive, che «la Chiesa non risparmia sforzi per tutelare i loro figli» e che «hanno il diritto di rivolgersi ad essa con piena fiducia, perché è una casa sicura». La lettera sgombra il campo da qualsiasi illazione: «Non c’è assolutamente posto nel ministero per coloro che abusano dei minori». Nessuna priorità dunque per considerazioni di qualunque altra natura, «come ad esempio il desiderio di evitare lo scandalo». Ancora, Francesco invita a «vigilare con attenzione affinché si dia piena attuazione alla Lettera circolare emanata dalla Congregazione per la Dottrina della fede il 3 maggio 2011, per aiutare le Conferenze episcopali nel preparare linee-guida per il trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici».
Entrando nei dettagli, il Papa sottolinea l’importanza che «le Conferenze episcopali si dotino di uno strumento per la revisione periodica delle norme e per la verifica del loro adempimento» e ricorda che «al Vescovo diocesano e ai Superiori maggiori spetta il compito di verificare che nelle parrocchie e nelle altre istituzioni della Chiesa venga garantita la sicurezza dei minori e degli adulti vulnerabili». Laddove si siano verificati casi di abuso, Francesco esorta al dovere di «manifestare la compassione di Gesù» verso le vittime e le loro famiglie: diocesi, Istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica sono esortati a «individuare programmi di assistenza pastorale, che potranno avvalersi dell’apporto di servizi psicologici e spirituali». Ai pastori e ai responsabili delle comunità religiose l’invito del Papa a rendersi disponibili all’incontro con le vittime e i loro cari: «Si tratta di occasioni preziose per ascoltare e per chiedere perdono a quanti hanno molto sofferto».
Per tutti questi motivi, il Papa chiede ai destinatari della lettera la «collaborazione piena e attenta» con la Commissione per la tutela dei minori. «Il lavoro che ho affidato loro – spiega – comprende l’assistenza a voi e alle vostre Conferenze, attraverso il reciproco scambio di prassi virtuose e di programmi di educazione, formazione e istruzione per quanto riguarda la risposta da dare agli abusi sessuali». La conclusione prende la forma di una preghiera: «Il Signore Gesù infonda in ciascuno di noi, ministri della Chiesa, quell’amore e quella predilezione per i piccoli che ha caratterizzato la sua presenza fra gli uomini e che si traduce in una speciale responsabilità per il bene dei minori e degli adulti vulnerabili. Ci aiuti Maria Santissima, Madre della tenerezza e della misericordia, a compiere con generosità e rigore il nostro dovere di riconoscere umilmente e di riparare le ingiustizie del passato e ad essere sempre fedeli al compito di proteggere coloro che Gesù predilige».
5 febbraio 2015

