Francesco: «Urgente agire per l’ambiente»

Le parole indirizzate ai leader religiosi, nell’inaugurazione del “Faith Pavilion”, a Dubai. lette da Parolin. L’invito: «Opporci al delirio di onnipotenza vorace che sta devastando il pianeta». Il videomessaggio: «Le religioni lavorino insieme per gli interessi del mondo»

Impossibilitato a essere presente per motivi di salute, Papa Francesco ha affidato al cardinale segretario di Stato Pietro Parolin le sue parole di saluto in occasione dell’inaugurazione del Faith Pavilion, ieri, 3 dicembre, all’Expo City di Dubai, dove è in corso la Cop28 (30 novembre – 12 dicembre 2023). A cominciare dall’invito a «opporci al delirio di onnipotenza vorace che sta devastando il pianeta». Questo «sorge quando l’uomo si ritiene signore del mondo; quando, vivendo come se Dio non esistesse, si lascia rapire dalle cose che passano. Allora l’essere umano anziché disporre della tecnica si lascia dominare da essa, si mercifica e diventa indifferente: incapace di piangere e di compatire, resta solo con sé stesso ed, ergendosi al di sopra della morale e della prudenza, arriva a distruggere persino ciò che gli consente di vivere».

Nell’analisi del pontefice, «il dramma climatico è anche un dramma religioso perché la sua radice sta nella presunzione di autosufficienza della creatura. Ma la creatura senza il Creatore svanisce». Guardando quindi alla realtà del primo padiglione religioso a sorgere nel cuore di una Cop, ha espresso l’auspicio che «sia luogo di incontro» e che «le religioni siano sempre luoghi ospitali che, testimoniando profeticamente il bisogno di trascendenza, parlino al mondo di fraternità, di rispetto e di cura gli uni degli altri, senza giustificare in alcun modo il maltrattamento del creato». Per Bergoglio, «è importante trovarci, al di là delle nostre differenze, come fratelli e sorelle nell’umanità, e soprattutto come credenti, per ricordare a noi stessi e al mondo che, come pellegrini attendati in questa terra, siamo tenuti a custodire la casa comune».

Non si tratta solo di impiegare più risorse per l’ambiente; «bisogna mutare il modo di vivere e occorre perciò educare a stili di vita sobri e fraterni». Ne è convinto il Papa, che la definisce «un’azione irrinunciabile per le religioni, le quali sono pure chiamate a educare alla contemplazione, perché il creato non è solo un sistema da preservare, ma un dono da accogliere». E «un mondo povero di contemplazione sarà un mondo inquinato nell’anima, che continuerà a scartare persone e a produrre rifiuti; un mondo senza preghiera dirà tante parole ma, privo di compassione e di lacrime, vivrà solo di un materialismo fatto di soldi e di armi».

E a proposito di armi, il pontefice ribadisce che «è sotto gli occhi di tutti come guerre e conflitti danneggiano l’ambiente e dividono le nazioni, ostacolando un impegno condiviso su temi comuni, come la salvaguardia del pianeta. Sappiamo quanto la pace e la custodia del creato siano interdipendenti», osserva ancora, rilevando che «una casa è vivibile per tutti solo se si instaura un clima di pace all’interno. Così è per la nostra Terra, il cui suolo sembra unirsi al grido dei bambini e dei poveri per far giungere fino al cielo una sola implorazione: pace!».

Francesco non ha dubbi: «Custodire la pace è anche compito delle religioni. Per favore, non ci siano incoerenze su questo. Non si smentisca con i fatti ciò che si dice con le labbra: non ci si limiti a parlare di pace, ma si prenda posizione netta contro chi, dichiarandosi credente, alimenta l’odio e non si oppone alla violenza», è l’appello. Il Papa ricorda quindi le parole di san Francesco d’Assisi: «La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori», prima di rinnovare l’invito a  «essere, insieme, costruttori di pace e custodi del creato».

Ai presenti a Dubai Francesco ha fatto pervenire comunque un videomessaggio in cui si dice dispiaciuto «di non poter essere con voi. Vorrei dirvi grazie – aggiunge -: grazie perché avete realizzato, per la prima volta, un padiglione religioso all’interno di una Cop. E grazie perché questo testimonia la volontà di lavorare insieme», è l’omaggio. Oggi, osserva ancora Bergoglio, «il mondo ha bisogno di alleanze che non siano contro qualcuno, ma a favore di tutti. È urgente che le religioni, senza cadere nella trappola del sincretismo, diano il buon esempio lavorando insieme: non per i propri interessi o per quelli di una parte, ma per gli interessi del nostro mondo. Tra questi, i più importanti oggi sono la pace e il clima».

Il Papa esorta, ancora, a dare «l’esempio», come rappresentanti delle religioni, «per mostrare che un cambiamento è possibile, per testimoniare stili di vita rispettosi e sostenibili, e domandiamo a gran voce ai responsabili delle nazioni che la casa comune sia preservata. Ce lo chiedono, in particolare, i piccoli e i poveri, le cui preghiere giungono fino al trono dell’Altissimo – aggiunge -. Per il futuro loro e il futuro di tutti, custodiamo il creato e proteggiamo la casa comune; viviamo in pace e promuoviamo la pace!».

4 dicembre 2023