Giovani verso Lisbona, una risposta di senso

Le ragazze e i ragazzi che si preparano ad andare alla Gmg andranno a dire una parola per il mondo intero con la presenza, che esprimerà la possibilità della pace e della speranza

L’altra sera mi hanno invitato a dire qualcosa, da insegnante, a un evento per i giovani e le giovani della mia città in partenza per la Giornata mondiale della gioventù 2023 di Lisbona. Quando sono arrivato la chiesa era piena. Oltre a me avrebbero parlato una famiglia, un altro insegnante e animatore culturale, un sacerdote, il responsabile della Caritas diocesana. Mi erano stati forniti degli spunti preparatori, per altro la serata sarebbe stata incentrata sulla figura di Pier Giorgio Frassati, di cui ricorreva l’anniversario della morte (4 luglio 1925). Mi ero proposto di partire dalla prova dell’esame di Stato, nel quale sono stato impegnato come commissario e durante il quale ho letto molte tracce che affrontavano lo spunto di argomento generale proposto sulla società di WhatsApp, dell’istantaneità e dell’eterno presente. Avevo pensato di dire di avere letto in quegli elaborati la loro denuncia di un tempo che non è più verticale, che non vive più della profondità, della rielaborazione del passato e dell’attesa del futuro, ma che è schiacciato in un eterno presente; avrei detto loro come invece l’esperienza che andranno a fare, la Gmg 2023 di Lisbona, li avrebbe messi con il corpo e la presenza in un tempo unico, che si sarebbe fatto kairos, oltre quel chronos così appiattito in quei simulacri digitali della contemporaneità che troppo spesso sembrano vaporizzare ogni pretesa di senso.

Ma quando li ho visti tutti, lì, tanti, tantissimi, ho dimenticato tutto questo e ho percepito come il messaggio non fosse il mio per loro, ma il loro per me stesso, per il mondo adulto di cui faccio parte. Centina di migliaia di giovani, forse milioni, che arriveranno con il corpo, con la presenza, con il bagaglio dei loro pochi anni e di una vita tutta da inventare a Lisbona, a dare con la loro testimonianza una luminosa risposta di senso a un mondo adulto che oggi muove i propri corpi, la propria presenza solo per celebrare l’assenza del senso, il perpetrarsi della violenza, l’abiura alla speranza. Ecco, proprio questo ho percepito l’altra sera: nell’adunanza di tutti quelle giovani e quei giovani, infinitesima ma unica parte di quella totalità che vedremo nei primi giorni di agosto splendere in Portogallo, alla Gmg 2023, ho visto i segni del grande evento per la storia, che in quanto tale è fatto del marchio inconfondibile della realtà. A Lisbona queste ragazze e questi ragazzi andranno a dire una parola per il mondo intero con il corpo, con la presenza, con il futuro che camminerà con i loro i piedi, che dirà la possibilità del senso, della pace, della speranza.

Volti, sorrisi, pensieri che si sposteranno, viaggeranno, si ritroveranno a guardare in alto e guardando in alto saranno luce, stelle guida per il nostro tempo, per questo mondo che sembra avere rinunciato alla possibilità di pronunciare parole forti come l’acciaio, luminose come il sole – pace, futuro, speranza – e che da Lisbona, sono certo, risuoneranno come un monito per noi adulti a tornare a pretendere un orizzonte di senso, a rialzare lo sguardo.

6 luglio 2023