I 400 anni della basilica di San Pietro: il programma di iniziative

La presentazione in Vaticano. Dagli incontri di spiritualità all’estensione dell’ecosistema digitale della basilica, all’apertura di nuove aree per i visitatori. Dal 20 febbraio la Via Crucis di Durr

Una serie di attività, nuovi servizi e un progetto unico al mondo di monitoraggio costante realizzato in collaborazione con Eni. Sono le iniziative per celebrare i 400 anni della dedicazione della Basilica di San Pietro, che il 18 novembre 1626 «prese il posto di quella costantiniana che Giulio II nel 1506 decise di demolire», ha spiegato il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica. Il primo momento di spiritualità, ha detto Gambetti, sarà il 20 febbraio con l’inaugurazione della «nuova Via Crucis opera dell’artista svizzero Manuel Durr, vincitore del concorso indetto nel 2023. Questi momenti si chiuderanno il 18 novembre con la celebrazione della Messa solenne presieduta dal Papa. Ogni sabato, poi, saranno proposti, alle 16, trenta minuti di “Elevazione Spirituale” con canti polifonici».

Previsti anche appuntamenti di approfondimento: «Tre lectio pastorali sul significato della dedicazione dal punto di vista storico, il 24 marzo, teologico-liturgico, il 26 maggio, e pastorale-spirituale il 13 ottobre, tutti alle 19 nella forma della “lectio Petri” che invece riprenderanno a ottobre». Non mancheranno tre «”narrationes Petri”, sul percorso umano e di fede dell’apostolo, alla luce dei Vangeli e degli Atti, con riflessioni a cura del predicatore della Casa Pontificia, fra Roberto Pasolini, nei martedì 3, 10 e 17 novembre». Torna anche il cammino «Quo vadis?» sulle orme di Pietro e Paolo: due percorsi, già proposti nel 2024 e 2025, che si possono scoprire sul sito sanpietroquovadis.it, testimonianze della memoria, con una guida per approfondire il senso del cammino degli apostoli a Roma. Sarà riproposta anche la rappresentazione “Pietro e Paolo a Roma” di Michele La Ginestra.

Quanto ai servizi, il cardinale ha ricordato la nuova app per le liturgie in basilica, con traduzione simultanea, grazie all’intelligenza artificiale, in 60 lingue: «I fedeli potranno seguire principali celebrazioni con un qr code per accedere alla pagina web». Inoltre, saranno aperte «altre aree del complesso monumentale sia per alleggerire il carico di presenze in basilica e favorire un maggior raccoglimento sia per conoscere meglio la basilica con approfondimenti tematici».

Saranno visitabili l’intera terrazza (oggi solo un terzo è accessibile), i tre ventagli absidali, con esposizioni multimediali permanenti su storia, costruzione e manutenzione del complesso. «Speriamo dal prossimo anno di aprire anche i due padiglioni delle cupole gregoriana e clementina con esposizioni che stiamo immaginando dedicate soprattutto ai più piccoli», ha aggiunto l’arciprete. I servizi igienici e il punto ristoro saranno estesi al lato nord e saranno visitabili le sale ottagone con modelli della basilica del Sangallo e della cupola di Michelangelo e altre con opere dell’archivio museale della basilica.

Tra le novità principali l’estensione dell’ecosistema digitale di San Pietro: prenotazioni in tempo reale con l’app smartpass per l’accesso alla basilica, per gestire meglio i flussi, monitorare le presenze con appositi sensori e migliorare la sicurezza. Per finire, presentato il nuovo font istituzionale, «michelangelus», ispirato alla grafia del Buonarroti. È stato anche presentato l’imponente progetto realizzato in collaborazione con Eni, “Oltre il visibile”, che ha portato alla realizzazione di un modello digitale tridimensionale dell’intero complesso monumentale che permette anche di approfondire lo stato delle fondazioni e del sottosuolo della Basilica.

«Un lavoro durato 18 mesi, con un lungo studio, e 4.500 ore dedicate alla parte operativa di raccolta dati», ha spiegato Claudio Granata di Eni. «Dopo le analisi del 1997-99, in occasione del restauro della facciata, abbiamo realizzato rilievi per 80mila mq di tutta l’area della basilica, con una tecnologia evoluta – ha riferito -. Un processo integrato di informazioni che permettono di poter monitorare tutti i movimenti di questa opera e poter essere di supporto alle figure tecniche che devono prendere decisioni. Un progetto che non c’è mai stato per opere di queste dimensioni».

16 febbraio 2026