I giovani si raccontano nei “Sentieri dell’ascolto”
A San Timoteo (Casal Palocco), la presentazione del cortometraggio promosso dalla Consulta giovanile del “Cortile dei gentili” con il cardinale Ravasi
I giovani, le loro storie, i sentimenti, le difficoltà, le paure, le speranze. Il tutto a partire dal post Covid 19, attraversando l’Italia da Nord a Sud. Sono gli ingredienti del cortometraggio “I sentieri dell’ascolto”, l’iniziativa promossa dalla Consulta giovanile del “Cortile dei Gentili” (Dicastero per la cultura), presentato ieri, 23 settembre, al Cinema Teatro San Timoteo, a Casal Palocco, alla presenza del cardinale Gianfranco Ravasi.
Integrazione, lotta alle dipendenze e alla criminalità di quartiere, ma anche disabilità, aggregazione giovanile e preghiera i temi toccati nelle varie tappe. Il progetto, infatti, partito nel giugno del 2022, ha coinvolto sette realtà giovanili di diverso stampo, raccogliendo così oltre 60 testimonianze di ragazzi e ragazze, contenute nel cortometraggio e in altrettanti trailer già disponibili sui social. Le comunità protagoniste del progetto sono state, nel dettaglio: Trappitello, una frazione di Taormina, dove da diversi anni la parrocchia Sacro Cuore di Gesù e Santa Venera ospita un centro psico-educativo per giovani con disabilità; il quartiere Pontecitra, a Marigliano, nel napoletano, dove la parrocchia del Sacro Cuore combatte i pregiudizi legati a un territorio difficile e di frontiera; Corato, in provincia di Bari, dove il focus si è incentrato sul dialogo e il sano divertimento tra ragazzi grazie alle parrocchie di Santa Maria Greca e Sacra Famiglia; lo stesso nella tappa di Santa Maria Ausiliatrice a Treviso e in quella di San Timoteo a Roma. Ascolto, preghiera e accoglienza, invece, sono il focus dell’esperienza di Assisi, dove il progetto ha incontrato e intervistato i giovani, spesso di passaggio fugace per turismo religioso, della Casa Frate Jacopa.
Momenti che hanno «emozionato», quelli raccolti nel cortometraggio, «tanto per la qualità di ciò che abbiamo visto, quanto per la vostra gioventù che mi dà grande speranza», ha detto il cardinale Ravasi rivolgendosi ai molti giovani presenti. Tra loro anche i ragazzi della parrocchia di Marigliano, che hanno introdotto l’evento con un’esibizione teatrale, un mix tra arte, balli, scienza e musica. Ravasi ha poi raccontato un suo aneddoto personale quando, da giovane neo sacerdote, un anziano a cui faceva sempre visita gli disse che la cosa «più brutta è non avere più nessuno da aspettare». Oggi, ha spiegato il cardinale, «quella paura attanaglia molti giovani che non hanno più nessuno da aspettare o non vogliono loro stessi più attendere». Secondo Ravasi, quindi, «il cortometraggio getta una nuova luce su questo aspetto e ci dà la speranza che non tutto è perduto perché ci sono ancora tanti giovani, molto più di quanti pensiamo, che hanno voglia di futuro, voglia di rimboccarsi le maniche».
A fargli eco anche il parroco di San Timoteo, don Angelo Compagnoni: «Questo progetto è la prova che non è vero che i giovani d’oggi sono perduti». Infine il vescovo del settore Sud Dario Gervasi, portando il suo breve saluto, ha sottolineato come «questi temi siano sempre di estrema attualità. Nella Capitale – ha aggiunto – i giovani sperimentano ogni giorno la mancanza di dialogo tra di loro e con le istituzioni, la scuola e le parrocchie che, invece, dovrebbero fare sempre di più». Una chiamata per tutti noi, ha concluso il vescovo «per far sì che i ragazzi si allontanino da derive e dipendenze».
24 settembre 2024

