I missionari della Misericordia, «strumento speciale di riconciliazione»

Celebrato il Giubileo a loro dedicato, sesto dei grandi eventi dell’Anno Santo e quarto Incontro mondiale dei ministri istituiti da Bergoglio nel Giubileo straordinario del 2016. Il messaggio del Papa letto da Fisichella e la Messa a Sant’Andrea della Valle.

Da Papa Francesco hanno ricevuto l’incoraggiamento a esercitare il sacramento della riconciliazione stando «attenti nell’ascoltare, pronti nell’accogliere e costanti nell’accompagnare coloro che desiderano rinnovare la propria vita e ritornano al Signore» poiché il perdono del Padre «è fonte di speranza». Dall’arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto del dicastero per l’evangelizzazione, l’esortazione a fare in modo che «la misericordia di Dio abbia sempre il sopravvento su tutto». È con queste esortazioni che sono tornati al loro ministero i missionari della Misericordia dopo aver partecipato, dal 28 al 30 marzo, al Giubileo a loro dedicato, sesto dei grandi eventi dell’Anno Santo.

Sabato 29 marzo durante il pellegrinaggio giubilare è stato diffuso il messaggio di Bergoglio letto da Fisichella, che nella giornata di domenica ha presieduto la Messa nella basilica di Sant’Andrea della Valle. Presenti alla celebrazione eucaristica, animata dal coro della diocesi di Roma diretto da monsignor Marco Frisina, circa 500 missionari provenienti da vari Paesi: Italia, Stati Uniti, Polonia, Brasile, Spagna, Francia, Messico, Germania, Slovacchia, Filippine, Bangladesh, Ucraina, Colombia, India. I sacerdoti hanno partecipato a una tre giorni di preghiera, confronto e formazione in occasione del quarto Incontro mondiale dei missionari sul tema “Il perdono come fonte di speranza”.

Il ministero è stato istituito dieci anni fa da Papa Francesco in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia. Il servizio pastorale dei missionari della Misericordia sarebbe dovuto terminare con la chiusura della Porta Santa, ma con la lettera apostolica “Misericordia et misera”, del 20 novembre 2016, Bergoglio espresse il desiderio di prolungare il ministero fino a nuove disposizioni. Oggi i missionari istituiti, che hanno l’autorità di assolvere anche dai peccati riservati alla Santa Sede, sono 1.258 ma il numero è in costante aumento. I missionari della Misericordia sono inoltre invitati a promuovere la cultura della misericordia del Padre attraverso la predicazione per testimoniare lo zelo della Chiesa verso il popolo di Dio, in modo particolare per quanti chiedono il suo perdono.

«Papa Francesco mi ha raccomandato di dirvi che vi accompagna con la preghiera e vi chiede di continuare a pregare per lui» ha affermato il pro-prefetto invitando i missionari a tornare a Roma dal 25 al 27 giugno per il Giubileo dei sacerdoti. «Può essere un momento importante per il vostro ministero», ha aggiunto. Il Vangelo proposto per la IV domenica di Quaresima, detta “Laetare”, cioè “della gioia”, è proprio quello del “Padre misericordioso”, in cui Gesù rivela il volto autentico del Padre. Un Padre che con ansia attende il ritorno del figlio tanto da riconoscerlo quando è ancora lontano. «Una delle più belle pagine del Nuovo Testamento e della letteratura in generale», l’ha definita il presule, per il quale l’atteggiamento assunto dal Padre misericordioso è «necessario al sacerdote che metaforicamente non sta seduto nel confessionale, ma sa andare incontro al figlio quando è ancora lontano perché ha riconosciuto il suo ritorno a casa. È il figlio che ha sbagliato, ma ha capito che lontano da casa, dal padre e dalla famiglia, la sua vita non aveva senso. L’abbraccio e la stretta a sé del Padre non hanno bisogno di molte parole per far comprendere quanto l’amore dimentica il peccato, e il perdono obbliga a guardare diversamente al futuro perché sia vissuto in maniera degna».

I missionari della Misericordia sono «strumento speciale di riconciliazione» e la parabola «è stata rivelata da Gesù per permettere a ognuno di noi di scoprire quanto è immenso, senza limiti l’amore di Dio – ha concluso Fisichella -. Quanto differente è questo amore dal nostro. Quanto abbiamo bisogno di accoglierlo in noi per entrare nella profondità del mistero quando intende offrire la grazia del ritorno e della riconciliazione».

Per frate Giuseppe Lombardi, giunto a Roma da San Giovanni in Fiore, provincia di Cosenza, essere nominato Missionario della Misericordia è stato «innanzitutto un impegno e un cammino di conversione personale e una responsabilità per gli altri. Essere misericordioso significa essere fedele al Signore per portare poi misericordia agli altri». Per fra Ugo Maria Brogno, frate minore cappuccino di Reggio Calabria, «oggi più che mai il mondo ha bisogno di misericordia. Il Signore chiama i missionari a questo compito importante e come insegna san Francesco dobbiamo essere strumenti di misericordia». Fra Emiliano Antenucci, rettore del Santuario della Madonna del Silenzio ad Avezzano, voluto proprio da Papa Francesco, vive «in un santuario che è la “clinica” dello Spirito. Poveri, rom, personaggi del mondo dello spettacolo si accostano al sacramento della riconciliazione e la cosa importante è trattare tutti allo stesso modo, come ci tratta Dio, perché ogni persona è degna di rispetto e di amore. La confessione non è un tribunale ma luogo dell’accoglienza e dell’abbraccio del Padre».

31 marzo 2025