Il bene comune della famiglia

Reso noto il Messaggio conclusivo del Consiglio episcopale permanente che pone l’accento sull’importanza della famiglia e sul riconoscimento del lavoro

La realtà che più di altre ha attraversato i lavori del Consiglio episcopale permanente, nell’imminenza dell’appuntamento sinodale, è stata quella della famiglia. Lo rende noto il messaggio conclusivo del Consiglio che sottolinea l’importanza del «vincolo pubblico del matrimonio che per noi cristiani assume la dignità di sacramento». Famiglia che, per i vescovi è «primo e principale costruttore della società e di un’economia a misura d’uomo, merita di essere fattivamente sostenuto».

«Non lo fa chi, al di là delle promesse – prosegue il messaggio -, si rivela sordo sia nel promuovere interventi fiscali di sostegno alla famiglia sia nel realizzare una politica globale di armonizzazione tra le esigenze del lavoro e quelle della vita familiare, a partire dal rispetto per la domenica. E non lo fa neppure chi non esita a dare via preferenziale a richieste come il riconoscimento delle cosiddette unioni di fatto o, addirittura, l’accesso al matrimonio per coppie formate da persone dello stesso sesso».

Insieme «condividiamo la convinzione che alla stabilità della famiglia è legata la stessa qualità della condizione umana: per questo non ci stanchiamo di impegnarci contro ogni attentato alla vita, alla libertà educativa, al diritto all’istruzione e al lavoro, autentiche condizioni di giustizia e di pace». Inoltre i vescovi italiani esprimono «la preoccupazione per la sordità dei responsabili della cosa pubblica nei confronti di politiche fiscali e di armonizzazione tra i tempi del lavoro e quelli propri della famiglia».

26 settembre 2014