“Il Fagiolo magico” a sostegno di povertà e fragilità

L’associazione Il Cavallo bianco e la parrocchia di San Gaspare in un progetto di accoglienza, tra laboratori, teatro e corsi. L’obiettivo: una rete di prefettura

Sono sempre di più le persone che vivono in condizioni di estrema povertà ma, allo stesso tempo, di crisi esistenziale e relazionale. Da questa emergenza è nato il progetto “Il Fagiolo magico”, promosso dall’associazione “Il Cavallo Bianco”, in collaborazione con le cooperative “Matrioska” e “Tandem” e la parrocchia San Gaspare del Bufalo all’Arco di Travertino/Colli Albani. «La pandemia – spiega Gaia Carletti, presidente de “Il Cavallo Bianco” e coordinatrice del progetto – ha rallentato le cose, soprattutto per l’impossibilità di eventi con molte persone, ora però siamo finalmente partiti». L’obiettivo è quello di «accogliere chi vive in povertà ma anche in condizioni di fragilità esistenziali, offrendo l’opportunità di rientrare nella società e pensare concretamente a un progetto di vita». Per questo è stato attivato un centro diurno presso le strutture della parrocchia, dove gli ospiti «si incontrano e incontrano i loro sogni». Coinvolti «diversi gruppi – sottolinea la presidente -, anche se ovviamente alcune attività di maggiore interrelazione non potranno svolgersi per prevenire i contagi».

Ci saranno dunque laboratori di ceramica, disegno, pittura ma anche di teatro, videomaker,  webdesigner e scrittura creativa, così come momenti culturali. Il via lo scorso 30 gennaio. Per individuare le persone bisognose di aiuto «ci siamo affidati alla parrocchia – racconta Carletti – poiché molti vengono a prendere i pacchi alimentari; inoltre abbiamo avuto tante richieste dagli anziani che in questo periodo si sentono soli». Per loro è stato aggiunto un pomeriggio a settimana «di socializzazione, pur nel rispetto delle normative e delle distanze». Altri ospiti, invece, sono «lavoratori di alberghi e ristoranti, che ora con la pandemia non riescono
ad arrivare a fine mese, o persone che prima lavoravano in nero», spiega Carletti. «Non offriamo un lavoro o un’assunzione – spiega un altro dei responsabili, Giovanni Sansone – e questo è ben chiaro a chi viene da noi».

Il tutto è ispirato dalla fiaba “Jack e il fagiolo magico” e dunque il messaggio è quello «di riuscire a farcela nonostante le difficoltà e avere fiducia nelle proprie risorse», sottolinea Sansone. «Vogliamo infatti dare un supporto psicologico e relazionale per far tornare queste persone a vivere credendo in loro stesse». Tra gli obiettivi a lungo termine anche la creazione di una rete tra le parrocchie, in particolare «tra le realtà della XIX prefettura – anticipa don Domenico D’Alia, parroco di San Gaspare del Bufalo -. Per noi Missionari del Preziosissimo Sangue è imprescindibile l’attività caritatevole. La nostra vocazione è di stare tra la gente, accanto alle persone e camminare con loro». I fedeli «sono da sempre animati da questa volontà missionaria – spiega il parroco – e qualsiasi attività è accolta con gioia». Coinvolgere tutta la prefettura «sarà arduo – afferma – ma è già in cantiere e permetterebbe a qualsiasi realtà di instaurare macro e micro-progetti di questo tipo. Pensiamo sia indispensabile una presenza del genere in modo capillare. La carità – conclude don D’Alia – è una vocazione fondamentale e non può mancare nelle nostre città».

8 febbraio 2021