Il Papa a Milano: sosta con i detenuti di San Vittore

L’istituto penitenziario tra le tappe della visita di Francesco. L’incontro con i detenuti protetti e il pranzo: risotto giallo e cotoletta alla milanese

L’istituto penitenziario tra le tappe della visita di Francesco. L’incontro personale con i detenuti protetti e il pranzo: risotto giallo e cotoletta alla milanese

Sarà l’istituto penitenziario di San Vittore la tappa più lunga, per durata, della visita di Francesco a Milano, in programma per il 25 marzo. Appena atterrato a Linate, il Papa visiterà il vicino quartiere periferico sviluppatosi attorno a via Salomone, con le “Case bianche”, palazzoni popolari della parrocchia San Galdino. Quindi arriverà in duomo per incontrare i consacrati e guiderà la preghiera dell’Angelus sulla piazza antistante. Alle 11.30 arriverà nella struttura detentiva di via Filangeri, che lascerà per raggiungere Monza, dove celebrerà la messa alle 15; infine il trasferimento allo stadio San Siro-Meazza dove incontrerà i cresimandi con le famiglie e gli educatori.

Risotto giallo e cotoletta alla milanese: questo il menù del pranzo che Francesco condividerà con un centinaio di detenuti. Ad accoglierli, una tavolata di 50 metri, che sarà pronta per le 12.30. Appena arrivato a San Vittore, spiega il cappellano don Marco Recalcati, sarà salutato dalla direttrice, quindi rivolgerà un breve saluto alle mamme detenute con i loro figli, ospitati all’Icam, Istituto a custodia attenuata per detenute madri, con figli fino a tre anni. Poi l’incontro con gli operatori del penitenziario: educatori, operatori sanitari e un gruppo di volontari, in rappresentanza delle 18 associazioni presenti a San Vittore, per un totale di circa 300 persone.

San Vittore, che ospita circa 850 detenuti per lo più in attesa di giudizio, è diviso in sei “raggi” con una “rotonda” centrale. Il Papa percorrerà i vari raggi fino a fermarsi nella rotonda per pronunciare un intervento e incontrare una ottantina di detenuti. Il cappellano riferisce che «Francesco ha voluto avere anche un incontro personale con i cosiddetti “detenuti protetti”, ossia quelli che hanno commesso crimini contro donne o minori». Alle 12.30 il pranzo, nel quale «tutti i detenuti avranno lo stesso menu del Papa. In un luogo come il carcere, certe piccole attenzioni possono avere il loro valore». Al Papa sarà consegnato, come dono, una sciarpa realizzata da una cooperativa del carcere. Infine un momento di raccoglimento nella cappella, per poi ripartire verso Monza.

Don Recalcati riferisce «lo stupore e l’entusiasmo» dei detenuti per la notizia della visita del Papa. Per prepararsi all’incontro, i detenuti che hanno voluto sono stati accompagnati, per otto domeniche, dal cappellano e dalle suore di Santa Giovanna Antida Thouret operanti nella struttura, a rileggere e meditare i discorsi tenuti dai vari pontefici nelle rispettive visite ai penitenziari, da Giovanni XXIII allo stesso Francesco. È stata anche predisposta una preghiera, distribuita a chi ne facesse richiesta, che si intitola “Aspettando un amico”. Tutti i detenuti, osserva il cappellano, «hanno mostrato interesse e la voglia di incontrarlo», a prescindere dalla fede, dalla cultura o dall’etnia. «Il Papa – aggiunge suor Gianni, che opera in carcere da due anni – incontra delle persone, che sono al momento detenute. Ma incontra persone, non carcerati. Si ha la percezione forte che a San Vittore arriverà Gesù. Ci sono sentimenti forti, avvertiti anche dai detenuti di altre fedi religiose».

14 marzo 2017