Il Papa: «Famiglie, reagite alle colonizzazioni ideologiche»

Francesco apre il Convegno diocesano in piazza San Pietro invocando una «rinascita morale e spirituale di Roma». «La differenza uomo-donna è ricchezza»

Francesco apre il Convegno diocesano in piazza San Pietro invocando una «rinascita morale e spirituale di Roma». «La differenza uomo-donna è ricchezza»

Era prevista la pioggia su Roma, «è vero – ha notato il Papa guardando una piazza San Pietro gremita – ma è una pioggia di famiglie». Ha iniziato con il sorriso, Francesco, il messaggio alla sua diocesi in occasione dell’apertura del Convegno pastorale di domenica 14 giugno. Un evento di popolo che ha visto radunati, attorno al proprio vescovo, più di 25mila tra fedeli, catechisti e sacerdoti delle 334 parrocchie di Roma. Alle 18 erano tutti protesi verso le transenne, in piedi sulle sedie, per rubare al Santo Padre uno scatto, un sorriso, un saluto. Ma i protagonisti sono stati i più piccoli; decine di bambini sono stati fatti avvicinare al Papa durante il giro di piazza che ha preceduto l’incontro. Erano i tanti figli di quei genitori ai quali il tema del Convegno diocesano, “Vi trasmettiamo quello che abbiamo ricevuto. Noi genitori testimoni della bellezza della vita”, chiede di essere testimoni gioiosi e responsabili della fede.

Ad attendere Francesco sul sagrato, i vescovi ausiliari, il vicegerente e il suo vicario per la diocesi di Roma, il cardinale Agostino Vallini che ha ringraziato il Papa per le «parole d’incoraggiamento – contenute in Evangelii Gaudium – che parlano di una pastorale che vada incontro a tutti» tramite la «misericordia di Dio». «Sentiamo particolarmente la sfida di trasmettere la fede alle nuove generazioni – ha sottolineato il porporato -, ma in questa missione poco possiamo fare senza la presenza dei genitori che sono i primi educatori alla vita, e alla vita cristiana, dei loro figli».

Dopo l’invocazione dello Spirito Santo, con la preghiera cantata dal Coro diocesano diretto da monsignor Marco Frisina, le parole del Papa: «Da alcuni anni ci interroghiamo su come trasmettere la fede alle nuove generazioni di questa città. Roma, a seguito delle ben note vicende – ha detto Francesco -, ha bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale. E questo è un compito molto forte: la nostra città deve rinascere moralmente e spiritualmente perché sembra che tutto è lo stesso, che tutto è relativo, che il Vangelo è sì una bella storia, è bello leggerlo, ma rimane lì, un’idea, non tocca il cuore».

Parlando a braccio, il Papa ha fatto cenno anche alle «colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima, che distruggono una società, una famiglia, una nazione», raccontando di famiglie che «debbono ricatechizzare i figli quando tornano da scuola. La famiglia deve reagire contro tutto questo». Questo «impegno è tanto importante quando parliamo di educazione dei ragazzi e dei giovani per la quale i primi responsabili siete voi genitori». Poi, Francesco ha ricordato l’appuntamento per il sinodo di ottobre al quale ha invitato tutti a partecipare e a far vedere, da genitori che «vivere il Vangelo è possibile e rende felici». Una felicità che passa, ha indicato il Papa, anche attraverso la capacità di accogliere tre parole che descrivono un modo di vivere la famiglia saldamente basato sull’amore. La prima parola è stata vocazione.

«Tutti siamo figli, ma diventare papà e mamma è una chiamata di Dio – ha detto Francesco -, è una vocazione. Dio è l’amore eterno che si dona incessantemente e ci chiama all’esistenza», ecco perché, ha aggiunto, «diventare papà e mamma è diventare simili a Dio». E in questa vocazione, è l’amore che deve guidare i passi dei genitori. Sorridendo, Francesco ha ricordato la felicità di un bambino che gli raccontava di aver visto i genitori baciarsi. «I bambini guardano tanto e quando guardano che mamma e papà si amano, i bambini crescono nella sicurezza, non hanno paura perché sanno che sono sicuri nell’amore dei genitori». Il Papa non ha certo trascurato le situazioni più sfortunate, quelle in cui i bambini «vedono mamma e papà insultarsi, persino picchiarsi». Quindi, rivolto ai genitori: «quando cadete in questi peccati pensate che le prime vittime sono i vostri bambini, la vostra carne».

Poi, la seconda parola: comunione. «Quando i fidanzati vengono a sposarsi – ha raccontato il Papa a braccio – mi piace dire a lui: non dimenticarti che la tua vocazione è fare la tua sposa più donna. E a lei dico: la tua vocazione è fare tuo marito più uomo». Francesco ha parlato così della «prima e fondamentale differenza dell’essere umano, quella biblica tra maschio e femmina». C’è «tanta gente che paura delle differenze, e invece è nella differenza che ci si ama. Sono ricchezze. E questo è il lavoro artigianale della famiglia, del matrimonio: far crescere l’altro, pensare all’altro, questa è comunione».

Il Papa ha parlato anche delle situazioni più difficili, sottolineando che quando ci sono le prime avvisaglie di una frattura, bisogna avere il coraggio di chiedere aiuto: «innanzitutto a Dio, perché l’unità è più grande del conflitto in nome di un amore più grande». E anche «quando la separazione è inevitabile, sappiate che la Chiesa vi porta nel cuore e che il vostro compito educativo non si interrompe. Siete sempre papà e mamma anche se non potete vivere insieme. Cercate un’intesa, non usate i figli come ostaggi. Mai parlare male ai figli l’uno dell’altra. Loro sono le prime vittime di questa lotta. I figli sono sacri, non feriteli». E nella terza parola si condensa l’importanza dell’accoglienza: «missione». Il Papa ha indicato ai genitori di accogliere e stare accanto alle fragilità, alle cadute e alle debolezze dei figli perché «i genitori salvano i figli anche senza parole».

Infine, una parola anche per i nonni. A Roma sono più di 617mila, ha ricordato Francesco, il 21,5% della popolazione. «I nonni hanno un posto di dignità» nella famiglia? – ha chiesto il Papa-. Essi «sono la memoria di un popolo, la saggezza; loro hanno salvato la fede in tanti Paesi dove era proibito praticare la religione. Non bisogna vergognarsi dei nonni, sono una ricchezza». Infine, l’ultima raccomandazione del Pontefice alla sua diocesi: «Ricordatevi di seminare amore. Ricordatevi ciò che ha detto quel bambino: oggi ho visto mamma e papà baciarsi. Che bello!».

 

15 giugno 2015