Il Papa ha festeggiato i 50 anni di sacerdozio coi giovani di Scholas Occurrentes

Inaugurata la nuova sede della fondazione pontificia a Palazzo San Calisto: Francesco ha scoperto la targa e visitato i locali. La scommessa sulla «libertà»

Papa Francesco ha festeggiato venerdì 13 dicembre il suo giubileo sacerdotale – 50 anni di ordinazione – tra i ragazzi di Scholas Occurrentes, l’organizzazione internazionale di diritto pontificio presente in 190 Paesi che attraverso la propria rete riunisce più di 500mila istituzioni e realtà educative. Lo ha fatto inaugurando la nuova sede di Scholas nel Palazzo San Calisto, dove ha scoperto la targa e visitato i locali, circondato dai ragazzi formatori dell’organizzazione provenienti da Giappone, Argentina, Stati Uniti, Haiti, Israele, Mozambico, Messico, Spagna, Italia e Colombia.

Per l’occasione sono stati realizzati alcuni collegamenti in videoconferenza, a partire da Los Angeles, dove è stata aperta la nuova sede, la quattordicesima in tutto il mondo dopo quella inaugurata lo scorso 22 novembre in Giappone. A collegarsi con il pontefice c’erano l’arcivescovo della diocesi californiana José Gomez, presidente della Conferenza episcopale statunitense, che ha fatto gli auguri al Papa a nome di tutti, e il sindaco di Los Angeles Eric Garcetti. Alcuni ragazzi hanno voluto esprimere il loro affetto a Francesco mostrando una torta e alcuni cartelli con la sua foto e la scritta in inglese “felice anniversario”. Collegamento anche con Haiti, e in questo caso le felicitazioni al Papa sono arrivate in musica con una canzone eseguita alla chitarra, e Assisi, da dove sono state presentate le sintesi dei lavori dell’incontro che Scholas ha promosso nei giorni scorsi per riflettere sul tema “Una nuova educazione per una nuova economia”.

Il Papa ha salutato alcuni personaggi dello sport, dell’arte e dell’imprenditoria presenti e una delegazione di First Lady del Sud America (provenienti da Argentina, Brasile, Colombia, Paraguay e Belize) che attraverso “Alma” (Alianza de cónyuges de jefes de estado y representantes) sostengono e condividono l’esperienza interculturale dei giovani di Scholas. Quindi ha ascoltato le testimonianze di alcuni giovani che partecipano a programmi educativi che la fondazione ha sviluppato in diversi Paesi. Rispondendo a una domanda, ha sottolineato l’importanza del «gruppo che si sostiene. Insieme si fa la strada, insieme si fa la storia». Una capacità di crescita che il Papa ha sintetizzato con la parola «poesia», che è «creatività. L’uomo e la donna o sono creativi o rimangono bambini, non crescono. Quello che ho visto qui – ha detto Francesco parlando in spagnolo – è che tutti sono cresciuti con una creatività accompagnata da simboli», ha specificato facendo riferimento alle parole di alcune testimonianze. «La poesia – ha proseguito – aiuta a comprendere il cammino umano, le ansie, la saggezza e anche gli insuccessi, che ti insegnano il cammino. Scholas – ha concluso – non fa proselitismo, crea libertà perché scommette su quello che ciascuno ha nel suo cuore che è la capacità di crescere e costruire il proprio futuro».

L’evento è servito anche a lanciare i progetti e le iniziative che la fondazione pontificia svilupperà nel prossimo anno: tra tutti l’evento mondiale in programma il prossimo 14 maggio 2020 sul tema “Ricostruire il patto educativo globale”. L’obiettivo è quello di rilanciare l’impegno educativo con le nuove generazioni, rinnovando la passione per un’istruzione più aperta e inclusiva, capace di ascoltare i ragazzi, attraverso un dialogo costruttivo e di reciproca comprensione. Rinnovato, per l’Italia, anche l’accordo con il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca.

16 dicembre 2019