Il Papa: «La guerra, sconfitta dell’umanità»

Le parole pronunciate al termine dell’udienza generale: «Il Signore della vita ci liberi da questa morte». L’invito a pregare «perché i governi capiscano che comprare armi non è la soluzione»

Dedicare un minuto «a ricordare le vittime della guerra». Papa Francesco ha concluso con questa richiesta, a braccio, l’udienza generale di questa mattina: con l’ennesimo pensiero al conflitto armato in Ucraina. «Le notizie delle persone isolate, delle persone che fuggono, delle persone morte, delle persone ferite, tanti soldati caduti di una parte e dell’atra sono notizie di morte – ha detto -. Chiediamo al Signore della vita che ci liberi da questa morte della guerra», l’appello del pontefice.

Prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana, che chiudono l’appuntamento del mercoledì, Bergoglio ha ricordato ancora una volta che «con la guerra tutto si perde, tutto. Non c’è vittoria in una guerra, tutto è sconfitto. Il Signore invii il suo Spirito perché ci faccia capire che la guerra è una sconfitta dell’umanità, che abbiamo bisogno di sconfiggere tutti, facendo la guerra, un bisogno che ci distrugge, e ci liberi da questo bisogno di autodistruzione». Quindi l’invito a pregare «perché i governi capiscano che comprare armi e fare armi non è la soluzione al problema. La soluzione è lavorare insieme per la pace e, come dice la Bibbia, fare delle armi strumenti per la pace».

Poco prima, rivolgendosi ai pellegrini polacchi, il pontefice aveva reso omaggio all’impegno della Polonia nell’accoglienza dei profughi e dei rifugiati ucraini. «Quest’anno, nel cammino di penitenza quaresimale, digiuniamo e chiediamo a Dio la pace, sconvolta dalla guerra in corso in Ucraina – le sue parole -. In Polonia, voi ne siete testimoni accogliendo i rifugiati e ascoltando i loro racconti. Mentre ci prepariamo a vivere un giorno speciale di preghiera nella solennità dell’Annunciazione del Signore, chiediamo che la Madre di Dio sollevi i cuori dei nostri fratelli e sorelle afflitti dalla crudeltà della guerra». L’auspicio di Francesco è che «l’atto di consacrazione dei popoli al suo Cuore Immacolato porti la pace al mondo intero». Lo aveva ricordato anche salutando i fedeli di lingua portoghese, invitandoli a unirsi «a me e ai miei fratelli vescovi nell’atto di consacrazione all’Immacolato Cuore di Maria, nel prossimo 25 marzo, chiedendo fiduciosamente al Signore, per intercessione della Madonna di Fatima, il dono della pace».

23 marzo 2022