Il Papa: san Francesco di Sales, «modello» per una Chiesa che sa abitare il mondo

A 400 anni dalla morte del santo, la Lettera apostolica “Torum amoris est”. La fede come «atteggiamento del cuore» che fa abitare la storia «alla scuola dell’incarnazione»

Esattamente 400 anni fa, il 28 dicembre 1622, moriva a Lione, nella Francia centro-orientale, san Francesco di Sales, vescovo e dottore della Chiesa. In occasione di questo anniversario, nel corso dell’udienza generale di questa mattina, 28 dicembre, Papa Francesco ha annunciato la pubblicazione della Lettera apostolica “Totum amoris est“, “Tutto appartiene all’amore”. Se il titolo del documento riprende un’espressione caratteristica del santo, il testo ne sottolinea la vocazione a ricercare «in ogni momento, in ogni scelta, in ogni circostanza della vita dove si trova il maggior amore». In particolare, Francesco fa riferimento al “Trattato dell’amore di Dio”, un classico della mistica scritto dal santo nativo del castello di Sales nel 1616 dove si legge che «nella santa Chiesa tutto appartiene all’amore, vive nell’amore, si fa per amore e viene dall’amore» e il Papa auspica che tutti, anche oggi, possano «andare su questa strada dell’amore, tanto bella».

San Francesco di Sales viene proposto da Francesco – che scrive di avere trovato «illuminanti la sua duttilità e la sua capacità di visione» – come modello attuale «per questo nostro passaggio d’epoca», guardando in particolare «agli anni trascorsi nella Parigi d’inizio secolo», dove «acquisisce la nitida percezione del cambiamento dei tempi», e in queste novità «lui stesso non avrebbe mai immaginato di riconoscere una tale opportunità per l’annuncio del Vangelo. La Parola che aveva amato fin dalla sua giovinezza era capace di farsi largo, aprendo nuovi e imprevedibili orizzonti, in un mondo in rapida transizione». Questo, per il Papa, «è quanto ci attende come compito essenziale: una Chiesa non autoreferenziale, libera da ogni mondanità ma capace di abitare il mondo, di condividere la vita della gente, di camminare insieme, di ascoltare e accogliere», avendo una speciale attenzione non tanto «per noi stessi, per le strutture, per l’immagine sociale» quanto piuttosto nel saper individuare «quali sono i bisogni concreti e le attese spirituali del nostro popolo». Ma è solo «nel cuore e attraverso il cuore – sono ancora le parole del Papa – che l’uomo riconosce Dio e, insieme, sé stesso, la propria origine e profondità, il proprio compimento, nella chiamata all’amore», perché la fede non è «un abbandono passivo a una dottrina senza carne e senza storia» ma «un atteggiamento del cuore» che nasce dalla contemplazione della vita di Gesù e ci fa abitare la storia «alla scuola dell’incarnazione».

Da un lato, quindi, la necessità di un autentico «desiderio di una vera vita spirituale da mettere alla prova attraverso il discernimento»», osserva ancora Francesco guardando al santo di Sales; dall’altro, l’importanza di «una teologia immersa nella preghiera e nella comunità», perché il «criterio ultimo di valutazione lui l’aveva ritrovato nell’amore». Per dire del valore della complementarietà tra vita spirituale e carità concreta, tra fede professata e fede vissuta nell’incontro con Dio e con i fratelli, Papa Francesco ricorda anche come san Francesco di Sales fu sempre, «al di là del necessario confronto teologico, capace della relazione personale e della carità» e, dunque, «un uomo del dialogo».

Infine, nella seconda parte della Lettera apostolica, il pontefice guarda all’eredità del santo francese per la nostra epoca attraverso «alcune sue scelte cruciali, per abitare il cambiamento con saggezza evangelica». La prima è stata quella di «riproporre a ciascuno la felice relazione tra Dio e l’esser umano» senza «nessuna imposizione, nessuna “catena di ferro”» bensì con «un invito che lascia intatta la libertà dell’uomo». La seconda «è stata quella di aver messo a tema la questione della devozione», distinguendo quella falsa da quella vera, che «non è altro che un vero amore di Dio». Infine, nell’ultimo capitolo – intitolato “L’estasi della vita” -, il Papa sintetizza il pensiero sulla vita cristiana di san Francesco di Sales: non «una ritirata intimistica» nel proprio cuore né un’«obbedienza triste e grigia» ai comandamenti ma un’esistenza che «ha ritrovato le sorgenti della gioia, contro ogni suo inaridimento», e «la sorgente di questo amore che attrae il cuore è la vita di Gesù Cristo».

28 dicembre 2022