«Un sogno è stato realizzato. Due giorni prima della nascita del Re della pace. È il regalo più bello che abbiamo mai immaginato. Solo Dio poteva realizzarlo». Il parroco latino di Aleppo Ibrahim Alsabagh ha annunciato così la notizia della liberazione di Aleppo, ieri sera, 22 dicembre. «Dopo lunghe trattative fra esercito e milizie armate – riferisce -, i gruppi militari hanno consegnato le armi e sono usciti dalla parte est della città. Allora, l’esercito ha annunciato la notizia di considerare Aleppo città sicura».

Padre Alsabagh racconta di una città in festa. «Appena si è diffusa la notizia, tutte le moschee hanno fatto sentire la propria voce e tutte le chiese di Aleppo, quelle che hanno ancora il campanile, hanno suonato a lungo». Il parroco latino della città martire siriana parla di un dono che solo Dio poteva realizzare: «Abbiamo chiesto a Lui questo dono ed Egli lo ha esaudito. “Magnificat anima mea…”. Tutta la gente è in festa. È il frutto della preghiera dei bambini per la pace».

L’esercito siriano dunque ha annunciato di avere dopo 4 anni il controllo completo di Aleppo, riconquistata, si legge in una nota, «grazie al sangue dei nostri martiri e al sacrificio delle nostre forze armate e di quelle nostre alleate». Nel comunicato diffuso ieri si legge che «il comando generale annuncia il ritorno della sicurezza ad Aleppo dopo la sua liberazione dal terrorismo e dai terroristi, e la partenza di coloro, tra questi, che erano ancora qui». Il presidente siriano Bashar al Assad: «Non è una vittoria solo per la Siria ma per chiunque partecipi davvero alla guerra al terrorismo, e quindi è una vittoria anche per la Russia e l’Iran». L’Unicef intanto aggiorna la conta delle vittime tra i minori: almeno 10 i piccoli uccisi nelel utlime ore nei raid aerei turchi a est della città.

Ad Aleppo nel frattmepo «la situazione è più calma, i bambini vanno a scuola senza il terrore negli occhi, ma non viviamo in completa serenità», continua padre Alsabagh. Sono ancora in atto infatti trattative con l’esercito. «Soprattutto durante il periodo di Natale – prosegue – la minaccia dell’Isis incombe sui cristiani di tutto il mondo. Qui l’allerta rimane alta: non ha senso, però, manifestare ulteriore preoccupazione alla nostra comunità». Proprio per questo durante il periodo di Avvento ogni parrocchia cerca di dare sostegno e speranza con gesti concreti di solidarietà. «La nascita di Gesù continua a essere una gioia immensa anche per chi sente l’eco del fragore delle bombe e rappresenta una nuova nascita per il nostro popolo».

Negli ultimi giorni la temperatura è scesa sotto zero, c’è l’acqua ma manca completamente l’elettricità e la polizia staziona davanti alle chiese nella zona occidentale. «Alle difficoltà – conclude il francescano – rispondiamo con la distribuzione di alimenti e aiuti economici per comprare il necessario, con il soccorso affettuoso ai bisognosi, le celebrazioni alle quali partecipano sacerdoti e fedeli di tutti i riti, i regali ai più piccoli e il bûche de Noël, il tradizionale dolce delle feste che ha ricevuto ogni famiglia. Anche ad Aleppo il Natale è una grande festa».

23 dicembre 2016