«Il ritorno di Mary Poppins», una favola per tutta la famiglia

Cinquant’anni dopo l’industria hollywoodiana torna a dare un seguito a quel clamoroso primo appuntamento. Non siamo di fronte a un remake ma a un vero e proprio “seguito”

Colpisce subito la proposta di una storia concepita a metà tra attori in carne e ossa e cartoni animati, che interagiscono tra loro e diventano parte viva della vicenda. Negli anni, il film si è imposto con crescente attenzione e successo, fino a diventare un vero e proprio classico della cinematografia, seguito e amato da generazioni successive di piccoli e adulti che si davano il cambio nei rispettivi ruoli, sempre trovando l’occasione per un nuovo coinvolgimento emotivo.

Cinquant’anni dopo l’industria hollywoodiana torna a dare un seguito a quel clamoroso primo appuntamento. Come ha egregiamente raccontato del resto il film Saving Mr. Banks (2013), dove Tom Hanks veste i panni di Walt Disney ed Emma Thompson quelli di Pamela Lyndon Travers, la scrittrice australiana di nascita scrisse il primo Mary Poppins nel 1934 e oppose una fiera resistenza prima di rilasciare la liberatoria per la realizzazione del film. Già l’anno dopo però dava alle stampe un seguito, che ha lo stesso titolo, Il ritorno di Mary Poppins, ed è alla base del film di oggi, dal 20 dicembre al cinema.

Non siamo di fronte quindi a quello che molti potrebbero scambiare per un “remake”, bensì a un vero e proprio “seguito”. Ossia una vicenda che prende le mosse laddove si era interrotta la storia precedente. Siamo a Londra negli anni Trenta del secolo scorso, nel pieno della grande depressione. Michael Banks, ora adulto, lavora come impiegato presso la Banca di Credito di Londra, nella quale lavoravano anche suo padre e suo nonno. Michael ha tre figli piccoli, Annabell, John e Georgie, costretti a fare l’esperienza della recente morte della mamma. Un evento terribile che li ha obbligati a crescere rapidamente, superando incertezze e titubanze.

All’orizzonte però si profila la minaccia del sequestro della casa a causa delle insolvenze del signor Banks. Il rischio è grosso, ma un giorno, quando Georgie sta seguendo nel parco un aquilone in volo, ecco che dal cielo, aggrappata al suo ombrello, cala Mary Poppins. Il suo arrivo, non previsto, rivoluziona la vita della famiglia Banks, dove comincia a prendere forma un nuovo modo di affrontare le difficoltà. Fin dall’inizio il film dichiara la propria funzione di catalizzatore di emozioni tra il canoro e l’avventuroso.

Comincia Jack, lo spazzacamino, nel prologo, e da quel momento la narrazione è con frequenza interrotta da canzoni accompagnati da balli. Questo aspetto, nel procedere del racconto, produce momenti di spettacolo autentico, trascinante e irresistibile. Nei panni di Mary Poppins l’attrice britannica Emily Blunt, che affronta una prova di alta difficoltà, quella di far dimenticare Julie Andrews, cui finora è legata per il pubblico l’immagine di Mary Poppins. Forse in qualche passaggio è un po’ esitante, ma non bisogna dimenticare che la nuova proposta arriva in un contesto totalmente mutato e stravolto dalle nuove tecnologie. Il quadro di fondo è però confermato e solidamente ancorato alla promozione di valori autentici e positivi. Pronti a coinvolgere, in un clima ideale di festa e gioia, la partecipazione di bambini, adolescenti e di tutta la famiglia.

 

17 dicembre 2018