Israele blocca la Flotilla. Zuppi: «Sia rispettata la dignità delle persone e non ci sia violenza»
A largo di Gaza, ad appena 70 miglia dalla Striscia, è arrivato il blocco navale della forze israeliane. Il presidente della Cei interviene mentre cresce l’allarme internazionale. Manifestazioni spontanee in diverse città. A Roma in piazza 5mila persone
Alla fine, il blocco navale delle forze speciali israeliane è arrivato. Al largo di Gaza. Ad appena 70 miglia dalla Striscia. Le navi militari hanno prima affiancato gli equipaggi della Global Sumud Flotilla per poi salire su alcune imbarcazioni fermando gli attivisti, con i loro carichi di aiuti umanitari. E loro, che aspettavano sul ponte con i giubbotti di salvataggio, non hanno reagito. Una ad una, con le prime manovre di abbordaggio da parte dei soldati israeliani, le telecamere che in contemporanea trasmettevano le dirette della navigazione si sono spente. Isolata la nave “madre” della flotta, l’Alma. Quindi, poco prima delle 21 ora italiana, i soldati sono salite a bordo procedendo con il fermo del membri dell’equipaggio.
Smorza i toni il ministro della Difesa Guido Crosetto, precisando che la Flotilla «non è stata oggetto di un attacco ma di un blocco» e augurandosi che «tutto avvenga con calma e razionalità, senza che ci sia alcun problema». Uguale appello alla calma è arrivato dal cardinale presidente dei vescovi italiani Matteo Zuppi. Ne dà notizia il direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni della Cei Vincenzo Corrado. «Il cardinale Zuppi, informato di quanto sta avvenendo in queste ore al largo delle coste di Gaza, rinnova l’appello che venga rispettata la dignità delle persone e che non ci sia violenza», afferma.
Le parole del presidente Cei arrivano mentre cresce l’allarme internazionale, così come l’agitazione nelle piazze. Dalla Farnesina intanto il ministro degli Esteri Antonio Tajani dichiara di aver dato mandato «all’ambasciata a Tel Aviv e ai consolati di Gerusalemme di assistere tutti gli italiani, che verranno portati nel porto di Ashdod ma poi verranno espulsi. Credo ci sarà un volo che li accompagnerà in Europa insieme agli altri entro un paio di giorni». Forse di più, dato che in Israele fino a giovedì sera si celebra lo Yom Kippur.
Il punto di non ritorno, a notte fonde, è stato l’ultimo alert della fregata Alpino della marina italiana, che prima di fermarsi aveva diramato il secondo e ultimo avviso ufficiale a tutte le imbarcazioni, al limite delle 150 miglia nautiche dalle coste di Gaza. Da lì in poi avrebbero proseguito da soli, attraverso la zona ad alto rischio. E subito, intorno alle 3 del 1° ottobre, a 120 miglia dalla Striscia, sono intervenuti gli uomini delle forze spciali navali di Israle, in 1.200. Altri 600 schierati a terra.
Movimenti tattici, quelli dei soldati israeliani, finalizzati a prendere le misure dei natanti e a identificare le capacità offensive delle persone a bordo. A finire subito nel mirino, oltre all’Alma, anche la Sirius,, dopo l’attacco informatico ai dispositivi di navigazione lanciato quale ore prima. Il capitano di una delle due imbarcazioni in testa alla flotta ha evitato una collisione frontale, con le comunicazioni di bordo disattivate a distanza mentre la nave da guerra procedeva vicina per diversi minuti. Sirius e Alma sarebbero poi state le prime a essere abbordate da gommoni e battelli militari armati e a luci spente con cannoni e fucili a prua. Poi mano mano è stato il turno di tutte le barche, alcune delle quali sono destinate a essere affondate.
Nel frattempo anche a Roma, come in diverse città d’Italia, è scattata la mobilitazione spontanea delle piazze, che si sono riempite di giovani e non solo. Nella Capitale gli attivisti si sono concentrati nella zona di piazza dei Cinquecento, vicino alla stazione Termini, per una manifestazione spontanea che si è diretta poi verso Palazzo Chigi. Si parla di circa 5mila persone. Anche gli studenti hanno raggiunto la piazza, mentre un altro gruppo si è mosso in corteo per le strade di San Lorenzo, prima di arrivare nell’area della Stazione Termini, cinturata dalle forze dell’ordine. Contingentati gli accessi, dopo che nelle stesse ore a Napoli circa 300 giovani hanno occupato i binari della Stazione Centrale. «Bloccheremo tutto per la Flotilla e per la Palestina», è lo slogan che accompagna le tante manifestazioni spontanee che si stanno susseguendo questa sera.
Attivisti in piazza anche a Torino, così come a Genova, Milano, Bologna, La Spezia, Livorno, Lodi, Palermo, Genova, Siena, Firenze, Pisa, Padova Trieste, Forli. E ovunque i giovani assicurano: «Siamo pronti a bloccare tutto», E per venerdì 3 ottobre Cgil e Usb annunciano uno sciopero generale per l’intera giornata, coinvolgendo tutti i settori pubblici e privati.
1° ottobre 2025

