Istat: in Italia a dicembre 384mila residenti in meno

Pubblicato il rapporto sulla “Dinamica demografica durante la pandemia di Covid-19”: «Come se fosse sparita una città grande quanto Firenze»

«Gli effetti negativi prodotti dall’epidemia Covid-19 hanno amplificato la tendenza al declino di popolazione in atto dal 2015». Lo scrive l’Istat nel rapporto sulla “Dinamica demografica durante la pandemia di Covid-19” relativa al 2020, reso noto oggi, 26 marzo. A dimostrarlo, i numeri: al 31 dicembre 2020 la popolazione residente è inferiore di quasi 384mila unità rispetto all’inizio dell’anno. È «come se fosse sparita una città grande quanto Firenze».

Nel 2020 si registrano dunque un «nuovo minimo storico di nascite dall’unità d’Italia», un «massimo storico di decessi dal secondo dopoguerra» e una «forte riduzione dei movimenti migratori». Crolla anche il numero dei matrimoni celebrati: 96.687, -47,5% sul 2019 (-68,1% i matrimoni religiosi e -29% quelli con rito civile). La popolazione residente in Italia nel 2020 si riduce dello 0,6%: al 31 dicembre 2020 risiedono nel Paese 59.257.566 persone. Le nascite sono state, invece, quasi 16mila in meno rispetto al 2019 con un calo del 3,8%. Nel 2020 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 404.104 bambini. Infine, l’aumento dei decessi: quasi 112mila in più rispetto al 2019, pari 17,6% in più. Nel 2020 complessivamente sono state cancellate dall’anagrafe per decesso 746.146 persone.

26 marzo 2021